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Rischio siccità ordinanza sindacale
Previste sanzioni
IL sindaco di Sezze Andrea Campoli
ha emesso un’ordinanza attraverso
la quale si impongono una
serie di divieti di utilizzo dell’acqua
nel periodo estivo.
Nell’ordinanza sindacale numero
93 si evidenzia come durante la
stagione estiva, anche a causa del
costante aumento del flusso turistico
nel territorio comunale, si verifica
un incremento dei consumi
idrici notevolmente superiore alle
potenzialità delle sorgenti. Considerando
anche l’anomalo ed improvviso
aumento delle temperature
verificatosi quest’anno e ritenuto
che un utilizzo indiscriminato
della risorsa idrica comporterebbe
un grave depauperamento degli acquiferi
ed una non corretta ed uniforme
distribuzione dell’acqua,
l’ordinanza si è resa necessaria per
garantire a tutta la cittadinanza la
fornitura di acqua. Nel documento
il primo cittadino richiama anche il
verbale dell’ufficio di presidenza
costituito in seno alla conferenza
dei sindaci dei comuni rientranti
nell’Ato 4, in cui si è deciso di
istituire un servizio di controllo e
prevenzione finalizzato a ridurre lo
spreco di acqua potabile, usata per
scopi non prettamente domestici
ed igienici. L’ordinanza sindacale
si è resa urgente e necessaria in
virtù della carenza idrica che è stata
avvertita in diverse zone del territorio
comunale, in maniera particolare
nella parte alta di Sezze, in
quasi tutta la Conca di Suso e in
parte di Sezze Scalo. Il sindaco
Andrea Campoli ha ordinato il divieto
di utilizzare l’acqua per usi
diversi da quelli stabiliti nel contratto
di fornitura. Il divieto di utilizzare
l’acqua potabile per il riempimento
delle piscine; ma anche
per irrigare orti, giardini, lavare
strade, selciati e qualsiasi altro utilizzo
non strettamente riconducibile
all’uso personale. Il primo cittadino
ha vietato anche di prelevare
l’acqua da fontane pubbliche per
usi non diretti ed immediati per
riempire cisterne o pozzi, per rifornire
locali privati mediante l’utilizzo
di tubi di gomma. Il controllo
sul rispetto dell’ordinanza verrà effettuato
da tecnici incaricati dalla
ditta che gestisce il servizio idrico,
che potranno avvalersi del supporto
operativo di organi di polizia. La
sanzione per chi viola l’ordinanza
va da 160 a 500 euro.
Giovanni Rieti (29/06/2007)
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