Adesso si vuole chiudere anche il centro dialisi di Sezze. In barba al piano di riconversione dell’ospedale San Carlo che prevedeva il suo mantenimento e che già tanto ha tolto alla sanità setina. Infatti, dopo la chiusura dei reparti di medicina e geriatria, parzialmente trasformati in 15 posti di degenza infermieristica, il direttore generale della Asl Latina Renato Sponzilli ieri si è incontrato con il sindaco di Sezze Andrea Campoli per sollevargli delle problematiche che potrebbero rendere inagibili i locali che ospitano il centro dialisi di Sezze. Nell’incontro Sponzilli ha parlato di infiltrazioni di acqua nei locali, problema che potrebbe fare chiudere il centro stesso. Si tratta di una decisione che causerebbe il trasferimento dei dieci dializzati nella struttura dell’ospedale di Priverno, con inevitabili disagi per i pazienti. Il sindaco Campoli nel vertice di ieri è riuscito a “strappare” un sopralluogo congiunto che si terrà mercoledì prossimo, al seguito del quale saranno prese delle decisioni. Il sindaco ha ribadito al direttore generale l’importanza del centro dialisi di Sezze e il suo mantenimento, così come da decreto sul riordino della sanità regionale. L’ospedale di Sezze è già stato depauperato di ogni sua attività e non si può permettere che possa essere penalizzato ulteriormente. Campoli ha sottolineato l’importanza del centro che permette a dieci dializzati di svolgere la terapia di dialisi senza troppi disagi, al contrario di quanti ce ne sarebbero se i pazienti dovessero effettuare la dialisi a Priverno.
A esprimere preoccupazione per quello che potrebbero subire i dieci dializzati e per l’ulteriore depauperamento del San Carlo di Sezze è anche il consigliere comunale Ernesto Di Pastina che per scongiurare la chiusura del centro ha lavorato al fianco del sindaco. «Come amministrazione - ha detto Di Pastina - stiamo facendo del tutto per salvaguardare il servizio di dialisi. I malati sono tutti anziani, con problemi di deambulazione e non potrebbero sopportare di essere trasferiti due volte la settimana a Priverno. A Sezze abbiamo del personale valido e una struttura che si presta anche ad altre attività, penso alla Rsa e non vedo perchè si debba chiudere il centro dialisi».
Per il momento, comunque, ogni decisione è stata congelata. I problemi di infiltrazione, se ci sono, potrebbero essere risolti o eliminati, anche perchè il nosocomio setino resta una struttura che potenzialmente potrebbe ospitare il centro dialisi e altri servizi nei tanti locali che oggi sono vuoti. In arrivo nuovi venti di guerra? Speriamo di no.
Alessandro Mattei (30/11/2011)
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