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Stop alla ripicche
La città chiede nuove stagioni politiche
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La politica dei colpi bassi sembra far parte dell’arte del governo della città. E tra una ripicca ed un’altra non si fa un passo in avanti. Non ci sono mai state stagioni serene, e chi più chi meno ha sempre gettato veleno sull’altro. La gente non riesce a capire più i politici perchè non hanno più riferimenti partitici reali, perché non ci si confronta con la comunità. Nella stragrande maggioranza non esistono direttivi locali né segreterie, e i valori un partito storico sono affidati alla stravaganze di singoli personaggi. C’è chi passa da un partito all’altro senza una giusta causa e chi, al contrario, preferisce restare nell’ombra di un partito storico e alzare la china solo quando c’è da dividere in parti uguali la torta. Di cambi di casacca ne abbiamo visti tanti, anche in campagna elettorale, così come di personaggi che si hanno gettato accuse pubbliche reciproche ma alla fine chissà perché riescono sempre a districarsi nei meandri di Palazzo De Magistris e a rifare coppia. La comunità setina chiede speranze per il futuro, chiede certezze e non divisioni interne. Per risolvere una problematica basta che ci si accordi sui tempi e sui modi, il resta viene da sé. Chi alimenta le polemiche sterili dovrebbe capire che alla fine non torna conto a nessuno, né tantomeno alla città, e alle grandi tematiche da affrontare e risolvere subito dopo la fine delle ferie estive. Il succo del ragionamento dei cittadini è il seguente, ed è riassunto in una frase che ricorre ovunque nei bar e nelle piazze: «Cari amministratori mettete da parte le ruggini e ripicche personali, e promuovete la rinascita setina che da tempo tutti auspicano».
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Alessandro Mattei (22/08/2007)
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