La spinosa vicenda dei rifugiati politici torna sui banchi del consiglio comunale di Sezze grazie ad una mozione presentata dal consigliere comunale Roberto Reginaldi e sottoscritta anche dai consiglieri Paolo Casadei e Antonio Vitelli. Il caso dei libici accolti in strutture a quanto pare non idonee, e che vede coinvolto il comune di Sezze e quelli di Bassiano e Roccagorga, verrà dibattuto in aula tenendo anche conto delle indagini già avviate dai Carabinieri. Nel testo della mozione leggiamo: «Constatate le continue e ripetute notizie apparse sulla stampa locale, con enfasi e spazi sempre maggiori, che hanno di fatto portato alla luce la situazione esplosiva legata alla gestione dei rifugiati politici, che ha investito i comuni di Sezze, Bassiano e Roccagorga e tenuto conto delle indagini in corso da parte delle Autorità competenti. Preso atto delle condizioni inumane in cui circa 50 profughi erano stipati, a mo di animali, nel sito ubicato nel comune di Roccagorga, gestito da una cooperativa sociale che opera anche in altri e diversi siti, nel comune di Sezze. Visto che tale ondata di profughi - leggiamo ancora nella mozione - si è abbattuta su un territorio già pesantemente segnato da forti flussi migratori, con conseguente aumento dell’allarme sociale e del crollo della sicurezza percepita dei cittadini; considerato altresì il ruolo determinante e centrale della Cooperativa Karibù, nell’invio delle richieste per ospitare i Rifugiati Politici, non seguite dalla comunicazioni necessarie ai diversi Comuni interessati, si delibera – queste le richieste presenti nel testo - di adottare tutti quegli atti amministrativi finalizzati alla verifica della veridicità tra ciò che è stato dichiarato nei progetti, e ciò che realmente viene effettuato nei confronti dei Rifugiati Politici e alla verifica delle condizioni di agibilità, abitabilità ed igiene minime, necessarie per ospitare queste persone con la dignità dovuta agli esseri umani. I tre consiglieri di opposizione chiedono anche se nella vicenda risultino essere coinvolti personalità politiche locali, consiglieri comunali e/o Assessori «contravvenendo all’etica del mandato conferito loro dai cittadini, finalizzato alla tutela dell’interesse pubblico».
Alessandro Mattei (01/08/2011)
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