Una commissione d’indagine. Questo l’appello (e la proposta) del consigliere comunale Antonio Vitelli per fare luce sul caso dei rifugiati politici. «In data odierna - afferma - lo scandalo vergognoso della gestione inumana dei rifugiati politici, che ha investito appieno la Cooperativa Fantasia e l’altra Associazione responsabile della struttura sita nel Comune di Bassiano, dalle notizie che apprendiamo dalla stampa, le indagini hanno finora prodotto almeno 9 iscritti nel registro degli indagati, destinatari di un avviso di garanzia, un’interrogazione Parlamentare rivolta al Ministro degli Interni, 2 interrogazioni Regionali da parte di esponenti Radicali e di Sinistra e Libertà, sequestro e richieste di documentazione alla Regione Lazio, ed una serie di ripercussioni di carattere amministrativo e politico che hanno creato stupore, vergogna e desiderio di vederci chiaro». Il consigliere del gruppo dei responsabili tira anche le prime somme: «Nell’arco di 6 mesi un business di circa 1.500.000,00 di euro che al netto delle spese fanno circa un guadagno netto oscillante intorno al milione d’euro, da dividere tra tutti i partecipanti, in una bella fetta di torta teorica non inferiore ai 50 mila euro a testa, facili facili, e alla faccia di chi per mille euro (ed anche meno), deve ogni giorno recarsi sul posto di lavoro per 22 giornate lavorative. Vox Populi – prosegue Vitelli - parla ormai di circa 35 - 40 persone coinvolte, che forse sono il frutto delle dicerie e della fantasia popolare ma diciamo che la soglia di 10 indagati è stata già ufficialmente raggiunta o quasi». I verbali delle diverse ispezioni della Asl, dei Vigili Urbani e delle Forze di Polizia locali su altre strutture in cui sono alloggiati altri rifugiati sono oggetto di indagine penale in corso. Ecco perché Vitelli riprendendo l’art. 14 del Regolamento Consigliare si farà promotore di una proposta di delibera finalizzata alla istituzione di una Commissione di Indagine, che richiede la firma di sei consiglieri per poter essere portata in discussione in un consiglio comunale «prevista per questioni che investano direttamente o indirettamente consiglieri comunali e assessori». «Così – chiude - si potrà ricostruire in modo chiaro e trasparente la dinamica e le eventuali responsabilità amministrative, riconducibili a funzionari, amministratori pubblici e privati, dei diversi enti e soggetti privati coinvolti».
Alessandro Mattei (11/08/2011)
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