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Rifiuti, Piagge Marine: sito in odor di illegittimità
La denuncia del direttivo dell’Italia dei Valori
Il direttivo dell’Italia dei
Valori ritiene sconfortante il
dover ricorrere alla denuncia
pubblica per porre all’attenzione
del sindaco di Sezze la questione
relativa al ciclo dei rifiuti
del comune di Sezze che «da
attento amministratore, quale
egli supponiamo si sforzi di
essere, non dovrebbe essergli
sfuggita. Mentre ci interroghiamo
sul ruolo e le funzioni degli
assessori delegati all’Ambiente
ad oggi ancora silenti su punti
cruciali, se non paralizzati nelle
scelte, e l’operosità amministrativa,
che sembra sconfinare
solo nella prassi della logica
attuativa elementare. Si trattano
le questioni semplici, di facile
soluzione, quelle che forse
qualcuno dovrebbe evitare anche
di evidenziare; o peggio ci
si atteggia a prestigiatori di gran
classe, mentre ancora una volta
si nasconde l’immondizia sotto
il tappeto».
Il direttivo dell’Italia dei Valori
si riferisce alla gestione delle
isole ecologiche evidenziando
come la Corte di Cassazione ha
ribadito che tale attività deve
essere considerata stoccaggio
di rifiuti, nella forma del deposito
preliminare per lo smaltimento
o per la messa in riserva
per il recupero. Una attività che
la legge richiede sia previamente
controllata dall’autorità amministrativa:
«Il Comune
avrebbe quindi dovuto ottenere
l’autorizzazione amministrativa
della Regione Lazio o effettuare
la comunicazione alla
Provincia qualora non volesse
incorrere nel reato di gestione
illecita dei rifiuti. Questo stando
alle vecchie normative; ma
oggi in tema di norme ambientali
vige un nuovo testo nel
quale si fa esplicito riferimento
a cosa sia opportuno fare affinché
si tuteli la salute e l’ambiente
circostante. E’ per questo che
chiediamo al sindaco di Sezze
di verificare se per quanto concerne
il sito di via Piagge Marine,
a ridosso di una scuola materna
e del Comando di Polizia
municipale, siano state rilasciate
le autorizzazioni previste dalla
Regione Lazio; se vi sia stata
conferenza dei servizi a livello
provinciale; se siano almeno
rispettati i requisiti igienico-sanitari.
Inoltre non essendo quell’area
né pavimentata né delimitata
da canalette di scolo delle
acque meteoriche non
sussiste il rischio di inquinamento
della falda acquifera; ma
anche da polveri per i residenti,
i bambini, le maestre ed il personale
della scuola materna».
L’Italia dei Valori afferma che a
tutt’oggi non è dato sapere cosa
contengono i container in ferro
«desueti ed in evidente stato di
abbandono», e che il sito appare
più come una discarica abusiva
con fusti di ferro sparsi ovunque
fin nel sottoscala della
scuola materna, ben visibili come
quei contenitori di cui si
chiede di sapere se siano idonei
al contenimento dei rifiuti:
«Chi presidia quel sito? Da chi
è garantito il conferimento in
nome delle norme di stoccaggio
del rifiuto? Questo il nocciolo
della vicenda: lo dice la Corte di
Cassazione, lo ricorda al sindaco
di Sezze l’Italia dei Valori -
conclude il direttivo - che lo fa
per sollevare il velo e togliere
una volta per tutte la maschera
a chi suggerisce il silenzio, invocando
la libertà della ragione
».
Giovanni Rieti (25/09/2007)
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