La nomina della presidenza
della SPL ha prodotto un
miracolo, la scomparsa dei
deficit strutturali della spa a
totale capitale pubblico.
Una società che si candida
alla gestione del servizio dei
rifiuti con annesso Ecocentro
per la differenziata e che
finora ha totalizzato, un misero
6%, spingendo Sezze
tra gli ultimi comuni della
provincia. E' la sintesi delle
affermazioni del movimento
di Iniziativa Sociale che invece
aggiungono dell'altro:
«Continuano le manovre
sotterranee finalizzate alla
sponsorizzazione di questo o
quel candidato alla poltrona
ma nessuno mette in discussione
il carrozzone SpL». IS
ricorda di essere stato l'unico
partito che in campagna elettorale,
inserì nel proprio programma
«l'eliminazione dell'
inutile e dispendiosa struttura
».
«Pd come Pdl - sostengono
i rappresentanti di Iniziativa
sociale - concentrano la discussione
su chi deve ricoprire
incarichi dirigenziali.
Utilizzando l’SpL ‘privatamente
per sistemare’ a spese
del contribuente, i propri
clienti politici. Il ragionamento
che intendiamo sviluppare
è finalizzato a sensibilizzare
gli amministrati e
gli amministratori sugli
sprechi di una certa politica
che dovrebbe essere per
sempre respinta. Quindi ci
domandiamo: serve veramente
un'azienda come la
Spl alla collettività?».
Iniziativa Sociale, così come
per l'acqua, vorrebbe che
i servizi essenziali, come
quelli rappresentati dalla
raccolta dei rifiuti vengano
gestiti direttamente dall'ente
comunale, cioè dal pubblico.
«Al fine di permettere risparmi,
eliminando gli introiti
che finiscono nelle tasche
di presidente, consiglieri
di amministrazione, e
revisori dei conti. Una gestione
efficace attraverso
l'assessorato e gli uffici comunali
competenti, si tradurrebbe
in risparmio certo
su bollette, offrendo un servizio
più efficiente». Iniziativa
sociale si chiede invece
se sia più conveniente, per
alcuni politici, avere posti da
gestire a propria discrezione.
Mentre per i servizi gestiti
dalla Spl, l'unico in attivo, la
farmacia comunale, che copre
sistematicamente tutte le
spese, suggerisce la privatizzazione,
«con un’azione di
coordinamento tesa a valorizzarne
funzioni e servizi.
Infatti, la riscossione dell'Ici
- afferma Iniziativa sociale -
ha disorientato i cittadini,
causa l'atteggiamento assunto
di fronte alla nuova normativa
dai dipendenti. Non
vorremmo che fosse volontà
dell'amministrazione creare
confusione e vanificare gli
aspetti positivi della legge,
con i risparmi che essa consente.
Per questo ci siamo
già attivati presso il Ministero
competente affinchè vengano
emanate direttive univoche
al fine di azzerare i
disagi».
Elisa Fiore (05/07/2008)
|