L’approvazione del riequilibrio di bilancio non spegne le polemiche in aula consigliare «Alessandro Di Trapano». Da parte dell’opposizione piovono dure critiche sulle conseguenze dell’atto votato dalla maggioranza che sostiene il sindaco Andrea Campoli. L’affondo parte dal consigliere del Popolo della Libertà, Antonio Vitelli. «Il vero motivo di questo ulteriore ritardo e del non rispetto dei termini fissati per legge per l'approvazione del riequilibrio di bilancio, che per Campoli sta oramai diventando una consuetudine – afferma Vitelli- è dato dalle continue difficoltà di quadratura del proprio gruppo consigliare, che un anno dopo essersi pubblicamente impegnato a non approvare più debiti fuori bilancio, torna in consiglio invece per approvarne altri 170.000 euro, per i 2/3 fatti da questa amministrazione e per 1/3 fatti dalla gestione commissariale del dott. Falco, tutt'altro che impegnato nel seguire i criteri di una gestione ordinaria». L’esponente di opposizione entra nello specifico di due variazioni di bilancio: «sulle maggiori spese per ulteriori 250.000 euro in stipendi e spese del personale comunale e sulla cancellazione, dell'impegno minimo stanziato nel bilancio di previsione, dei fondi per il progetto pilota della Toponomastica, che partendo dalla località Monte Trevi, sarebbe poi stato esteso a tutto il territorio comunale». Vitelli si sofferma sulla toponomastica, questione questa che gli lascia l’amaro in bocca poiché il tema è stato abbondantemente affrontato in commissione, con una proposta concordata tra maggioranza e minoranza. Il consigliare pidiellino ricorda l’istituzione della commissione specifica deputata ad intitolare strade, piazze, uffici pubblici ad oltre 200 tra personalità importanti, setine, nazionali ed internazionali, un lavoro certosino… buttato all’aria. «Solo da un punto di vista culturale - afferma -ciò avrebbe dato un senso di modernità alla nostra città, che non ha più intitolato nessuna strada o piazza, dal lontano 1970, calando un senso di oblio sulle vicende storiche contemporanee e moderne, che a Sezze non meritano di essere ricordate, come invece, avviene in tutte le altre città del mondo civile». Il lavoro di oltre un anno era finalizzato anche a dare numeri civici a tutte le unità immobiliari, con ricadute positive per le casse dell'ente. «L'assenza dei numeri civici – sottolinea ancora Vitelli – rende infatti nulli ed improduttivi molti ricorsi per mancati pagamenti delle tasse comunali, nei confronti dei cittadini inadempienti, che alla situazione odierna, non possono essere perseguiti». Il progetto di toponomastica prevedeva un impegno di spesa pari 500.000 euro che, sempre secondo Vitelli, «si sarebbe potuto tranquillamente effettuare se Campoli non avesse proceduto al riconoscimento di quasi 600.000 euro di debiti fuori bilancio in questi 17 mesi, a cui aggiungere i quasi 300.000 euro in più per il personale che questa amministrazione ha deciso di spendere, in virtù delle dirigenze multiple istituite, che hanno inoltre prodotto 17 apicali, ed infiniti direttori di servizio».
Alessandro Mattei (09/10/2008)
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