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Reparto dialisi, disagi al San Carlo
Trasferimento pazienti e Aned, tutti disservizi

| (il nosocomio setino)
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Altri interrogativi pesano sulla condizione dell’ospedale San Carlo da Sezze, per quanto concerne i disservizi che, purtroppo, la struttura sta offrendo alla comunità setina. E’ di questi giorni la polemica che sollevano diversi pazienti in dialisi presso il nosocomio setino. Il reparto di Nefrologia e dialisi non risponde alle quotidiane esigenze di oltre 20 pazienti che ci hanno contattato per lamentare un disagio che dura da diverso tempo.
La prima protesta investe il servizio di trasporto dei pazienti che dalla propria abitazione vengono trasportati nella saletta dialisi della struttura di via San Bartolomeo. Pare che in questi giorni di ferie estive non ci sia stato nessun autista disponibile al trasporto dei pazienti in ospedale, per cui i pazienti hanno dovuto provvedere diversamente. Basti pensare che nel giro di una settimana un nefropatico dializzato deve recarsi in ospedale 3 volte alla settimana, per 3 o 4 ore consecutive e chi non ha a disposizione un mezzo, o non può portare una automobile, è stato costretto a ricorrere alla grazia di qualcuno. Oltre ai problemi di trasporto i pazienti dializzati del paese lepino lamentano una carenza di servizi presso lo stesso reparto. Sembra che la struttura non sia del tutto all’avanguardia nei servizi; la stanza del reparto è una stanzetta, e i macchinari che dovrebbero sostituire il circuito ematico del paziente potrebbero essere sostituiti e aggiornati. Un terzo reclamo si concentra sull’attività dell’Aned locale (Associazione Nazionale Emodializzati). Da diverso tempo, infatti, sembra che più nessuno stia guidando la tutela dei nefropatici dializzati e trapiantati, e che non ci sia un comitato locale che si relazioni quotidianamente con il comitato regionale per salvaguardare la salute e le richieste dei pazienti setini. Pare addirittura che da tempo l’associazione locale sia stata sciolta e non sia stato più rinnovato il direttivo. «In questi giorni di ferie nessuno era disponibile per trasportarci da casa all’ospedale per effettuare il ciclo di dialisi – ci hanno detto dei pazienti – Non è più possibile che nessuno tuteli la nostra salute. Allo stress delle dialisi dobbiamo sopportare anche quello dei disservizi che ci offre il San Carlo? E per quanto riguarda l’Aned locale è possibile che non ci siano referenti. E se esistono cosa stanno facendo per noi?». Queste, ed altre domande, si aggiungono alle tante che in questi anni hanno dipinto la grave situazione in cui versa il nosocomio setino, declassato in ogni modo e maniera, e non più rispondente alle esigenze dei malati a lunga e breve degenza.
Alessandro Mattei (21/08/2007)
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