E’ amareggiato e fortemente deluso. Quello che sta subendo nelle ultime settimane lo ha spinto persino a rivolgesi alle forze dell’ordine e a denunciare le varie minacce, illazioni e atti intimidatori contro di lui e la sua famiglia. In un momento ha pensato di ritirarsi dalla politica ma poi ha deciso di andare avanti e di continuare a risolvere i problemi che i suoi elettori gli segnalano ogni giorno. Ha deciso di andare avanti anche per i 712 cittadini che hanno sottoscritto la raccolta firme contro l’estromissione dal partito firmata da Giovanni Del Duca, commissario locale di Fi. Il consigliere comunale, Roberto Reginaldi, è un fiume in piene nella conferenza stampa tenutasi nella sua abitazione venerdì scorso. Non intende perdonare gli autori dei gesti di pessimo gusto, si sente colpito e vuole vederci chiaro. «In queste ultime settimane sono vittima di continue minacce, con lettere anonime, telefonate anonime in piena notte, consegne di pacchi con all’interno oggetti cui il loro significato è chiaro “stai zitto”. Perfino teste di pesce mozzate e buttate all’interno del cortile di casa mia – dice Reginaldi - azioni degne di persone dalla mente malata e contorta. La loro azione intimidatoria non trova confini, arrivando perfino a violare l’Aula del Consiglio Comunale, un chiaro attentato alle Istituzioni, alla figura di un Consigliere del Popolo». Reginaldi dice che ci sono alcune coincidenze che lo spingono a riflettere e a maturare seri dubbi. «Tante cose sono accadute subito dopo la mia uscita dal gruppo della Pdl, una coincidenza che qualcuno vuole sfruttare? Una punizione? Non saprei chi sia il mittente di tanta vigliaccheria, ma è sicuramente legata alla mia vita politica, visto che in quarant’anni non ne ho mai subito. Posso solo compatire l’esecutore di tanta vigliaccheria e demenza». Reginaldi, unico eletto nella lista di Fi, si fa forza sulla solidarietà dei tanti politici e gente comune che gli hanno espresso solidarietà per quanto accaduto ma non sopporta la vigliaccheria con cui si pensano e si mettono in pratica tante volgari e infami azioni. «Contro la vigliaccheria non c’è arma, non ci può essere confronto. Il pensiero di quelle 712 anime che si sono strette vicino a me con la loro firma – dice - mi danno la forza di superare ogni atto meschino nei miei confronti, il coraggio di continuare, “il coraggio di parlare”. Continuerò per la mia strada, combatterò ogni forma di scorrettezza nei confronti del popolo, smaschererò i falsi, spezzerò ogni forma di potere trasversale, e se questo vorrà dire di continuare a ricevere minacce, allora vuol dire che sono sulla via giusta. Solo chi non lavora non si sporca le mani». Fiducioso nelle Forze dell’Ordine spera che i fautori del gesto siano presto smascherati.
Alessandro Mattei (03/08/2008)
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