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Reginaldi escluso da FI
Il consigliere: ero l'unico rappresentante eletto

| (Il consigliere Roberto Reginaldi)
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La polemica esplosa dentro il Popolo delle Libertà di Sezze ha prodotto le prime conseguenze politiche. Il commissario del circolo di Forza Italia di Sezze, Giovanni Del Duca, in una nota protocollata ieri e inviata al presidente del consiglio comunale Giovanni Zeppieri ha comunicato l'estromissione di Roberto Reginaldi dal partito di FI. Del Duca ha maturato la decisione politica martedì scorso e ieri l'ha comunicata al senatore Claudio Fazzone, segretario provinciale del partito di Berlusconi. Il provvedimento non è stato accompagnato da nessuna motivazione. Del Duca, a tal proposito "non ama fare gossip" facendo capire che un commento sulla vicenda che ha portato al divorzio con il consigliere comunale di FI alimenterebbe altri veleni all'interno del partito. Nella nota inviata a Zeppieri Del Duca scrive: "Egregio presidente, in qualità di commissario di FI relativamente al distretto del comune di Sezze comunico a questa spettabile presidenza che il consigliere comunale Roberto Reginaldi è stato estromesso dal partito. Pertanto, con effetto immediato, allo stesso è vietato assumere qualsiasi azione o attività politica a nome e per conto di FI ed ancor meno a nome del gruppo consiglieri Pdl di Sezze". L'espulsione dal partito di Sezze appare un gesto dettato dalla corrente politica del Pdl setino che in questi giorni si è scontrato con il "ribelle" Reginaldi. Soprattutto a seguito di una inchiesta sui servizi sociali di Sezze che il consigliere Reginaldi pare stesse avviando in maniera indipendente. La stessa indipendenza che, a quanto pare, ha utilizzato Giovanni Del Duca per "cacciare" Reginaldi dal partito perché come ci ha detto il commissario di FI "ha preso la decisione in maniera autonoma nel rispetto del ruolo politico che ricopro a Sezze dentro FI". Il Consigliere Reginaldi, dopo essere venuto a conoscenza della decisione presa da Del Duca ha affermato: "Si dimetta lui per il suo fallimento più totale nel dirigere il grande partito di Forza Italia. Ora che ha, per modo di dire, espulso l'unico eletto in Forza Italia, cosa le rimane? Il consigliere Ceccano e la sua truppa che hanno avversato il nostro partito? Lei Del Duca è commissario di un partito che nelle ultime elezioni senza il sottoscritto e Roscioli, avrebbe totalizzato 450 voti, neanche il quorum. Si dimetta per manifesta incapacità in quanto è riuscito solo a far fuggire tutti gli storici del partito. E l'unico rimasto - chiude Reginaldi - lo vuole espellere per un ordine emesso dalla casta Ceccano. Io mi dimetterò solo quando il popolo me lo chiederà, come mi hanno scelto". Il capogruppo di FI chiede l'intervento del collegio dei probiviri e il controllo del lavoro svolto in questo anno di attività politica.
A.m. (10/07/2008)
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