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Due importanti premi letterari, il “premio Presidenza de “I fiori di Baudelaire” promosso dall’Accademia Internazionale Francesco Petrarca”, e, nei giorni scorsi, finalista a Torino, al Premio Nazionale di Arti Letterarie 2007, indetto dalla storica Associazione piemontese “Arte Città Amica” , sono stati assegnati a “Il cielo dentro” un libro di poesie, di un autore pontino : Nunzio Granato.
“Il cielo dentro” è una raccolta, o meglio, una silloge in cui il poeta con versi lievi, chiari, pur occhieggiante un linguaggio quasi allegorico, parla della moltitudine dei tumulti, le tante ansie, le infinite emozioni “frammentate e disperse/ nelle galassie interiori” che gli attraversano l’anima e ferma nei versi, quasi fossero fotogrammi, il suo sguardo a volte turbato, sgomento sui fatti del mondo.
Ne “Il cielo dentro” ( ed. uniService pag.47 Euro10,00) il poeta sceglie il “dialogare” con il cielo: il cielo come cartina tornasole del proprio sentire. Il cielo come mappa geografica dell’anima. Il cielo come bussola del cuore.
In questa nuova prova Nunzio Granato conserva la sua innata chiarezza, la linearità, la semplicità espressiva, una caratteristica, che suscitò l’ammirazione di molti e famosi critici letterari, a cui si aggiunge, oggi, una nuova maturità, una nuova ricchezza di linguaggio.“Nella poesia - scriveva Benedetto Croce - le espressioni che suonano più semplici ci riempiono di sorpresa e di gioia perché rivelano noi a noi stessi.”
Afferma un vecchio adagio- che per un autore una nuova poesia significa, ogni volta, domare un leone- ma noi non vi abbiamo scorto nulla di selvaggio, di feroce ma solo una dolcezza infinita nella lirica “Dolce sarà…”, in cui il poeta si sofferma su un avvenimento che ci ha coinvolto e sconvolto, fatto riflettere tutti: la dolorosa vicenda di Terry Schiavo “ Dolce sarà la morte mia/ se m’uccidi tu,/ e il demone senza pace/ del mio spirito bruciante/ aleggerà per mille anni e mille ancora/ tra azzurre nebbie di follia”.
Un tema, l’eutanasia, con sterminati dolorosi interrogativi e nessuna risposta, mai come oggi al centro di forti dibattiti, di controverse proposte di leggi, di laceranti tormenti di coscienza.
Un eco, quasi un canto di libertà sembra staccarsi dalla pagina quando incontriamo i versi de “Il giardino dei coralli”, “il loro tenue abbraccio/tra spore e filamenti/senza nome e senza patria/”, che partendo dalle profondità del mare, dalla descrizione di questi suoi strani e affascinanti abitanti: i coralli, si fa parola, messaggio universale di sfortunati fratelli che nella lotta, nell’utopia di un sogno di libertà, di un’affannosa ricerca della condivisione della propria terra hanno disperso la loro gioventù, la loro vita”storie taciturne/ sott’oceani millenari”.
Il sito di Nunzio Granato
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