 |
Il ritratto di una generazione, il sentire a volte confuso e confusionario dei nostri giovani in bilico tra il bisogno di un impegno civile, politico, umanitario, pacifista e la voglia di sfasciare e “menar le mani”; giovani divisi fra una sensibilità a volte eccessiva e un cinismo che lascia esterrefatti, quasi senza speranza.
Questo, e, forse altro ancora, vi abbiamo scorto nel libro “Non tutti i dubbi sono di plastica, versi tersi, sparsi persi (la rotta) poi ritrovati”, la prima raccolta di poesie del giovane artista latinense Angelo Zabaglio.
In tutto il libro la satira troneggia e spadroneggia, a volte in modo feroce, a volte solo in modo allusivo e per questo anche più amara; del resto non a caso, crediamo, che l’autore abbia scelto un brano di Ettore Petrolini come “prologo” alla lettura delle sue poesie.
Abbiamo meditato sullo stile di scrittura dei versi di Angelo prendendo spunto da un commento del poeta Renato Gabrieli che scrive: “… non è propriamente e semplicemente una scrittura poetica, giacchè sembra proprio che la tensione della parola ambisca ad un’espressività “impoetica”. Perché questo sembra essere l’intento, scompaginare un sistema, ridiscuterlo”.
Abbiamo letto e riletto le poesie non riuscendo a deciderci se ci piacevano, se le capivamo fino in fondo, se ci incuriosivano soltanto, o, se decisamente ci infastidivano, o, al contrario, forse, ci avevano realmente conquistato.
Di sicuro il libro, un connubio tra satira e rabbia, si legge fino all’ultima riga.
Rimane sospeso il perché di tanta incertezza di giudizio e di tanta attrazione per versi come “ abbiamo privatizzato anche sesso e anima!/ Dovremo vomitare/ ed ingoiare il nostro vomito/ puzzolente e acido e triturato e salivato,/ invece di pagare del nuovo cibo./ Consumatore di alimenti, cose e corpi”. E, ci chiediamo, anche, perché suonino stranamente, agghiaccianti e veri anche se non politically correct, versi come “Maledici!/Vota/ Leggi lo spazio bianco/ tra una riga e l’altra degli articoli giornalisti!”.
Angelo Zabaglio è un artista, che “tradizionalmente” potremmo definire a tutto tondo, egli è, infatti, autore di racconti, romanzi, sceneggiatore, compositore di musica elettronica, rap, drum e bass, jungle, con lo pseudonimo Angelo “Vertigo” Zabaglio. Nonché autore di sceneggiature per cortometraggi e lungo metraggi, ideatore e montatore di video arte; allievo del DAMS indirizzo cinema;
La nostra attenzione, per motivi evidenti, si è focalizzata all’ ambito poetico, al “Non tutti dubbi sono di plastica” un libro un po’ elegiatico, un po’ …stiamo cercando un aggettivo per fargli il torto d’incasellarlo in un clichè, forse verrebbe da accomunarlo alla “beat generation”.Magari come nipotino.
NON TUTTI I DUBBI SONO DI PLASTICA
Angelo Zabaglio ed.Arcipelago
pp.187 Euro10,00
|