Notte da incubo per una
bambina di un anno finita,
suo malgrado, ostaggio del
padre.
L’allarme è scattato l’altra
sera a mezzanotte a Sezze
Scalo, quando alla centrale
operativa del 112 è giunta
una richiesta di aiuto per una
lite tra coniugi. La pattuglia
dei carabinieri, in servizio
notturno lungo le strade cittadine,
è arrivata sul posto in
pochissimi minuti. Grida e
minacce da parte dell’uomo
nei confronti della giovane
moglie. Così che i militari
del maresciallo Michele
Carfora Lettieri coordinati
dalla Compagnia di Latina,
dopo aver tentato di riportare
alla calma l’uomo - un
rumeno 31 anni - hanno
condotto la donna e la sua
bimba a casa di una parente,
dove avrebbe potuto trascorrere
la notte in serenità e
al riparo da eventuali follie
del marito, spesso in preda
ai fumi dell’alcol. Sembra
che la questione fosse finita
lì. E invece era appena iniziata.
Dopo un paio di ore la
donna è stata raggiunta dal
marito anche nell’abitazione
di sua cugina. Stavolta
con un coltello a serramanico
in mano. Dunque, un’altra
telefonata ai carabinieri.
Ma prima che i militari
giungessero in via Veneto,
da dove era arrivata la chiamata,
l’uomo è fuggito via
riuscendo a rapire la piccoletta.
La moglie del 31enne ha
raccontato ai carabinieri che
la bimba era stata prelevata
con forza, riferendo anche
che il marito, per evitare che
né lei né sua cugina tentassero
di strappargli la piccola
dalle braccia, non ha esitato
di puntare il coltello alla
gola della bimba. A questo
punto sono scattate subito le
ricerche dell’uomo. Nessuna
traccia da seguire; inutile
anche il contatto con altri
parenti e connazionali.
Spento anche il telefonino
del fuggitivo. Soltanto alle 5
del mattino di ieri l’uomo,
con al seguito la bambina, è
stato scorto da una pattuglia
dei carabinieri. La piccola
era infreddolita. Quando è
stata rapita aveva addosso
soltanto una magliettina.
Immediate le manette attorno
ai polsi dell’uomo che è
stato subito trasportato presso
il carcere di Latina. Il
reato a lui contestato è quello
di sequestro di minore.
Intanto la bambina,
sotto choc, è stata affidata
alle cure del personale
sanitario e ieri
sottoposta ad una prescritta
visita pediatrica.
Sta bene, ma per
cancellare il ricordo di
quelle ore terribili, sarà
indispensabile il sostegno
di personale medico
specializzato oltre che una
buona dose di affetto da parte
della madre che soltanto
dopo l’arresto del padre ha
potuto riabbracciarla.
Rita Cammarone (06/09/2007)
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