Altri raid notturni a Sezze scalo. Tra sabato e domenica scorsa molte abitazioni della pianura sono state prese di mira ancora una volta da ignoti. La misura è colma. Molte le segnalazioni di piccoli e grandi furti al punto che un gruppo di cittadini si è riunito in un comitato spontaneo per organizzare ronde notturne. L’entità dei furti e dei danni non è ancora quantificabile ma sembra che i malviventi in azione non facciano più distinzioni: oggetto dei furti sono automobili, macchinari agricoli, materiali edili, legna da ardere e arnesi vari da lavoro. Chi più chi meno nella mattinata di ieri ha dovuto fare la conta degli oggetti rubati e quella dei danni alle abitazioni. Si vocifera che le proprietà private “visitate” dai ladri siano state oltre venti solo nella nottata tra sabato e domenica, tutte tra le vie principali e secondarie della campagna setina: via degli Archi, le Migliara, via Fontana Acquaviva ed altre ancora. Furti messi a segno dalla stessa mano – pensano i residenti – forse da gruppi di persone. A farsi portavoce dell’accaduto Roberto Reginaldi, capogruppo consigliare di Forza Italia. Lo sfogo del forzista è doppio se si considera che la mozione sulla sicurezza presentata dall’opposizione all’ultimo consiglio comunale di venerdì è stata bocciata dalla maggioranza. «La mozione non è passata nonostante gli interventi accorati e di grande spessore politico dei firmatari della mozione (Reginaldi, Vitelli, Ceccano, Zarra, Casalini, Piccolo e Di Palma) e neanche dopo gli interventi del capogruppo del P.D. Enzo Eramo e del consigliere Sonia Ricci, unici che si sono contraddistinti con giudizio favorevole alla mozione» afferma l’azzurro. Reginaldi parla di allarme, di una situazione difficilmente gestibile se non si comprende la gravità del pericolo. Punta il dito verso il consigliere socialista, Salvatore Leggeri, e verso il civico Giovanni Orlandi. L’uno perché «afferma che la delinquenza che ogni giorno vedono una Sezze protagonista sono da attribuire anche ai delinquenti “paesani”» dimenticando che « l’80% dei fatti sono di matrice straniera». E l’altro perché ha voluto bocciare la mozione. Allo “smemorato” Leggeri, infatti, segue il diktat di Orlandi che ha gestito la votazione sulla mozione. «Orlandi il furioso ha chiesto di mettere alla votazione la mozione perché voleva vedere chi della maggioranza la condivideva e chi no. Orlandi – scrive l’esponente di Fi - sapeva perfettamente che per ordine politico la mozione non sarebbe passata mettendo in estrema difficoltà i consiglieri Eramo e Ricci che hanno tentato di mediare». Alla fine la mozione non è passa nonostante le 3 ore di sano confronto. «Orlandi ha piegato tutta la maggioranza e Campoli stesso si è inchinato di fronte al suo diktat». Ma i problemi crescono.
A.m. (15/01/2008)
|