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Puledro sbranato macabra scoperta di un allevatore
L’episodio in località Antoniana
AMARA sorpresa l’altra mattina per un allevatore setino che ha
trovato nei suoi terreni i resti di un puledro, che si è poi scoperto
essere stato sbranato dai lupi. L’episodio si è verificato in
località Antoniana, la montagna che innalzandosi da Sezze
Scalo va a sovrastare il quartiere di Casali, in cui sono presenti
i resti dell’antico acquedotto romano. E’ stato lo stesso allevatore
a raccontare l’accaduto. Nella mattinata di venerdì si è
recato sui suoi terreni per approvvigionare di acqua il bestiame
visto che quella zona non è servita dall’acquedotto, e lì ha fatto
la macabra scoperta. Sul posto è intervenuta la Asl che ha
certificato l’aggressione da parte dei canidi nei confronti del
puledro. Chiarita anche la
dinamica dell’attacco visti i
segni evidenti dell’azzannamento
alla gola da parte dei
canidi nei confronti del quadrupede.
Il branco, come suo
solito nel periodo estivo, ha
consumato gli organi interni
del quadrupede lasciando
intatto il resto del corpo.
Ercole Ciampini, proprietario
del puledro assalito dai
lupi, ha evidenziato che non
è la prima volta che deve fare i conti con questi assalti,
ricordando che lo scorso anno i lupi avevano banchettato con tre
vitelli del suo allevamento. Ciampini contesta la reintroduzione
del lupo nei Lepini: «Vista la scarsità di selvaggina presente
sulle nostre montagne - ha affermato l’allevatore - non credo che
la reintroduzione del lupo sia stata una mossa azzeccata. I
carnivori, infatti, non trovando di che sfamarsi sono costretti ad
attaccare gli animali domestici e gli allevamenti, causando danni
a noi allevatori. Non è la prima volta che debbo fare i conti con
queste spiacevoli sorprese visto che lo scorso anno tre vitelli
sono finiti nelle fauci dei lupi. Sono un amante della natura e
dell’ambiente e capisco le dinamiche naturali; ma quanto
accaduto a me potrebbe accadere anche a qualcun’ altro che non
si farebbe scrupoli ad abbattere gli animali. A quel punto
sarebbe curioso vedere che cosa succederebbe e quanti sarebbero
pronti a scagliarsi contro chi subisce danni».
Giovanni Rieti (15/07/2007)
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