Sezze
Per giudicare il girone di andata del Sezze si può condurre un discorso analogo a quello del Vallecorsa. Rispetto all’anno passato infatti i ventidue punti in cascina costituiscono un più tre rispetto al campionato 2005-06, ma rispetto alle attese di vertice dell’Estate, tale bottino è poca cosa. Di tempo per migliorare ce n’è ancora tanto, ma pensare che sarà possibile reinserirsi nel discorso per il primo posto appare assai improbabile. Di certo quest’anno non si è dovuto cambiare allenatore e neppure sono successe cose anomale, ma sicuramente qualcosa non ha girato per il verso giusto. Adesso, guardando la lista giocatori, il Sezze è uno squadrone, almeno da annoverare tra i tre più ricchi di talenti della categoria. Per arrivarci però, mister Di Trapano ha dovuto attraversare un calvario. Di sicuro, tenendo alte le motivazioni, nel girone di ritorno, fare punti contro i rossoblu non sarà facile per nessuno, specialmente al Tasciotti, come testimonia l’1-0 al Roccasecca e il 4-0 di questa domenica sul La Lucca.
PUNTI DI FORZA Fanelli, Pellerani, Omizzolo, Lagordi, Loreti, Reccanello, Pecorilli e Di Emma; questi i nomi dei big del Sezze che sicuramente costituiscono un parco di giocatori d’eccezione, gente ovvero che da qualunque parte giocherebbe non solo in virtù di un curriculum invidiabile ma anche per la grande esperienza maturata in questo campionato ma anche in categorie superiori. Cocuzzi, Lenzini e Martellacci, ovvero tre giovani di lega tra i più forti del campionato e tutti con esperienza in una Berretti professionista o semi tali (quella del Latina i primi due, dell’Aprilia il terzo.).
PUNTI DEBOLI Ad inizio campionato la condizione fisica generale era a dir poco approssimativa e la lista degli infortunati pareva quella dell’Italia post Caporetto. Con il passare delle giornate, arrivare ad uno stato ottimale è risultato un processo lungo, che pare aver ormai allontanato dalla possibilità di accontentare le aspirazioni del certo non parsimonioso presidente Luigi Bucciarelli.
Setina
Crisi societaria con due cambi di presidenza negli ultimi due anni, retrocessione dall’Eccellenza e un parco giocatori totalmente smantellato e ricostruito. Queste le premesse non certo incoraggianti con le quali si è aperta la stagione 2006-07 del Sezze Setina. Pensare però ad una squadra penultima in classifica dopo il girone di andata, con soli nove punti in classifica, sei punti sull’ultimo posto che significa retrocessione diretta e sei punti da chi precede (nove dalla salvezza senza play out), era sicuramente difficile anche per i maggiori detrattori della squadra di Sezze Scalo. Evidentemente nei calcoli societari del presidente Bottoni qualcosa non ha funzionato. Da inizio hanno la rosa è stata cambiata più volte ed anche in maniera massiccia e non sempre l’organico ne è uscito rinforzato. Ad influire negativamente però è stata anche la questione tecnica, con la vicenda Consoli che da metà girone si è fatta sentire, eccome. Non che prima le cose fossero tutte rose e fiori, ma che la salvezza sarebbe stata ardua da guadagnarsi, lo sapevano in molti allo Scalo. Però, da quando il profeta aveva annunciato di dover abbandonare per sopraggiunti impegni calcistici la situazione è precipitata. Cencia, prima contattato, poi illuso alla fine è andato a Priverno, mentre Consoli è rimasto saldo (?!) in panchina, ma i risultati non sono più arrivati. La squadra è in serie negativa da sette giornate condite da altrettante sconfitte e i segnali di ripresa tardano ad arrivare. Le voci di avvicendamento tecnico intanto non si placano, ma da quanto trapela, trovare un sostituto disposto a provare la disperata impresa salvezza, non è facile, motivo per il quale Consoli rimane al timone. Un clima del genere però non aiuta a creare quell’oasi di tranquillità necessaria per uscire fuori da momenti così delicati e le giornate passano. Alla conclusione mancano ora quindici giornate, e con quarantacinque punti a disposizione ancora è lecito sperare. E’ però necessario non accumulare ulteriore ritardo, soprattutto senza perdere gli scontri diretti. Una scossa decisa è però necessaria e chissà che la prima di ritorno non porti anche un nuovo tecnico, magari un giovane motivato e disposto a rischiare il tutto e per tutto. Il maggior indiziato, anche se qualcuno ai vertici è ancora incerto, appare Fabrizio Lucidi.
Luca Morazzano (21/01/2007)
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