Era il 7 maggio del 2007 quando il Comune di Sezze (allora commissariato) e la Compagnia dei Lepini presentavano un progetto per il rilancio del centro storico denominato “La città dei Giovani”. Alla presentazione del centro polifunzionale, promosso dalla Sinistra Giovanile di Sezze parteciparono, tra gli altri, il consigliere regionale Domenico Di Resta, il commissario Prefettizio Leopoldo Falco, il presidente della Compagnia dei Lepini Giancarlo Siddera e l’ex segretario della Sg Remo Grenga, oggi assessore alla Politiche giovanili. La Regione Lazio stanziò un finanziamento di 20 mila euro per lo studio di fattibilità che venne affidato all'architetto Alessandro Balestrieri e alla sociologa Antonella Ciarlo. Alla Compagnia dei Lepini il compito di coordinare gli studi per la realizzazione del progetto esecutivo. La prima fase, a cui aderirono gli Scout, l’ associazione Setina Civitas, Rifondazione Comunista e i Comunisti Italiani, si concluse così e si auspicarono tempi celeri per il proseguimento di uno studio per rendere possibile la seconda fase del progetto che avrebbe dovuto coinvolgere tutte le attività produttive del centro storico di Sezze. Non sappiamo adesso se il progetto Centro commerciale naturale “Via Grande” promosso recentemente dall’attuale amministrazione comunale rappresenti il proseguimento mascherato della seconda fase de “La Città dei Giovani”, ma sappiamo con certezza che né l’uno né l’altro sono riusciti a centrare gli obiettivi prefissati. La situazione generale del centro storico è sempre la stessa, il suo totale abbandono è rimasto inalterato, anzi ci sono punte di degrado più evidenti. Il centro polifunzionale prevedeva una serie di strutture ricettive (Ludoteca, Sala prove musicale, Sala incontri e bar, Sala feste, Cineteca, Laboratorio Fotografico) volte alla risoluzione di decennali problematiche legate essenzialmente alla carenza di strutture per favorire aggregazione, punti di incontro e socializzazione. Quello che preoccupava (e che preoccupa) era il degrado sociale del centro storico, abbandonato oggi ad usi inurbani e al disordine collettivo di una società multietnica che non ha punti di riferimento. L’allora entusiasmo per “La Città dei Giovani” oggi è paragonabile alla delusione degli stessi soggetti proponenti che hanno visto l’interessante progetto sparire dalla circolazione come altre interessanti proposte per il rilancio del cuore setino. L’amarezza per un sogno infranto, o forse trasformato in qualcosa di diverso che non abbiamo avuto modo ancora di vedere o capire, si registra anche nel commento di uno dei promotori dell’iniziativa, Ignazio Romano di Setina Citivas. Il presidente della Consulta delle Associazioni di Sezze, quando gli chiediamo del progetto de La Città dei Giovani, ci fa capire che di quella idea non si è saputo più nulla come per tanti altri riposti nel cassetto del Comune di Sezze da anni. «Il livello di vita è cresciuto con esigenze, usi e costumi che si sono modificati ed hanno portato i cittadini di Sezze ad abbandonare il centro storico. Il fenomeno dell’immigrazione senza controllo, che progressivamente ha occupato gli spazi lasciati liberi, ha alterato la realtà sociale dell’abitato impoverendolo». Questa era una delle tante motivazioni che i proponenti scrissero nel 2004 per il progetto. Da allora è cambiato qualcosa? Si è tutto peggiorato e degenerato.
Alessandro Mattei (09/11/2009)
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