Tolleranza zero in difesa
degli iscritti all'Ordine degli
Architetti della provincia
di Latina. E' questo il messaggio
che parte dalla presidenza
dell'Ordine di Latina, e che
l'architetto Remigio Coco ribadisce
con pacatezza
ma con determinazione,
all'indirizzo di chi
finora ha goduto di
una sorta di lasciacondotto
scritto nelle maglie
del Dna di un territorio
edificato sulla
spinta della necessità
ma soprattutto in virtù
delle «porte aperte» ai
soliti noti. «La categoria
dei geometri è stata
da sempre ritenuta più
vicina al territorio,
tant'è che fino a qualche
tempo fa ci si chiedeva
a cosa servisse un
architetto, visto che si
poteva risparmiare
con l'ausilio di un altro
tipo di professionista.
Cosa peraltro non vera.
Ci sono architetti
che lavorano nel pieno
rispetto delle competenze
con prezzi non
lontani da quelli richiesti
da altri soggetti.
Così, nel tempo, si è
affermata l'idea che
evitando di ricorrere
ad un architetto si potesse
risparmiare.
Grazie invece ad un'opera di
sensibilizzazione fatta dall'Ordine
siamo passati da un
5% dei progetti redatti dagli
architetti all'attuale 15%. Certo,
sempre poca cosa…».
Quindi non un conflitto tra
due professionisti, ma un'altra
cosa, e la vicenda di Sezze è
emblematica presidente…
«La conosciamo e la stiamo
affrontando già nelle dovute
sedi, posso dire che non è la
sola, poiché ci troviamo in un
territorio sismico e sull'onda
anche di un certo tipo di emotività,
certe considerazioni sono
d'obbligo. L'esposto del
professionista setino richiama
peraltro un'altra questione dove
siamo intervenuti per una
vicenda simile legata alla progettazione
di un manufatto di
più modeste dimensioni nel
Comune di Formia, ma siamo
intervenuti di recente anche a
Fondi per un caso del tutto
analogo a quello segnalato. In
questo caso ci troviamo di
fronte ad un edificio non ancora
realizzato, e gli effetti
potrebbero essere immediati.
A Formia siamo ricorsi al Tar
che nel 2005 si è espresso a
nostro favore con sentenza
confermata dal Consiglio di
Stato. Dunque quando si parla
di strutture
co mp le ss e,
anche se la
norma dovrebbe
essere
consolidata
c'è chi ‘glissa’
sul tema,
ma questo
non può e
non deve essere
tollerato.
Un progetto
non è una torta che si fa
a fette, a chi un pezzo a chi un
altro, è un tutt'uno omogeneo,
e quindi i calcoli del cemento
non possono essere disgiunti
dall'intero progetto… E' una
prassi tollerata, in alcuni comuni
consolidata, ma non è la
regola, quindi anche in questo
caso ci accingeremo ad applicare
la procedura prevista. E
nell'immediato produrremo
una circolare all'indirizzo degli
Uffici tecnici comunali affinché
chi ha il potere di vigilare
sulla legittimità di una
procedura non possa dire di
non essere stato informato, o
di non esserne stato posto a
conoscenza».
Elisa Fiore (06/05/2009)
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