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Profughi, la Commissione d'indagine c'è
Le firme arrivano a sorpresa dal Pdl, dall'Udc e da Cerrone

| (Il consigliere Ceccano)
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Colpo di scena. La commissione d’indagine sul caso dei rifugiati politici ci sarà, ma non per iniziativa di chi l’ha proposta per primo, pensando magari di mettere in difficoltà colleghi del consiglio comunale direttamente o indirettamente coinvolti nella vicenda. Ci ha pensato infatti il segretario e consigliere comunale del Pdl Rinaldo Ceccano che ieri ha protocollato lui la richiesta di istituzione di una commissione di indagine grazie alla firma del gruppo del Pdl (Ceccano, Zarra e Piccolo), dell’Udc (Polidoro e Casalini) con l’aggiunta del consigliere Cerrone. «Vogliamo andare in consiglio per sfidare tutti coloro i quali pensavano di essere gli alfieri della trasparenza. Non abbiamo nulla da temere e vedremo chi ha veramente responsabilità politiche e amministrative sulla vicenda dei rifugiati politici. Ci sono dei soggetti che strumentalmente sono in consiglio solo per screditare i colleghi e nulla hanno a che fare con la politica. Sono figli dell’antipolitica fine a se stessa». Si ricorda che l’istituzione di una commissione d’indagine era partita dal consigliere comunale Vitelli che aveva incassato l’ok dai colleghi Di Palma, Reginaldi, Casadei e Ciocca. Mancava però l’ultima firma, la sesta, ma il Pdl e l’Udc evidentemente gli hanno giocato una mossa da scacco matto. Dal punto di vista politico Ceccano intanto chiederà al presidente della Provincia Armando Cusani di chiarire la posizione di alcuni consiglieri comunali «che a Sezze sostengono Campoli e poi si professando cusaniani e del centrodestra in Provincia». «Il senatore Fazzone – aggiunge Ceccano – ha già chiarito la posizione di questi personaggi, adesso spetta al presidente Cusani ». Sulla commissione d’indagine sempre ieri si era espresso il consigliere Marcello Ciocca, firmatario della prima richiesta andata a vuoto. «L’adesione con la mia firma per l’istituzione di una Commissione d’Inchiesta relativa al caso dei rifugiati politici è scaturita per la volontà di dare voce a tutti i consiglieri che, come me, vogliono fare una politica fondata sulla trasparenza: una politica pulita che cerca la verità senza falsa retorica. Si vuole avere la possibilità di visionare gli atti senza nessun passa parola o tramite i vari chiacchiericci paesani o sentiti dire».
Alessandro Mattei (14/08/2011)
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