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Prg, la variante dissennata
Sezze, decisive per l’urbanistica le prossime settimane

| (Il consigliere Lidano Zarra)
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AAA... politica cercasi. Era
stata annunciata entro il 30
luglio, la discussione su
progetti di rilevanza istituzionale
per il futuro del
paese, ma quella data deve
essere caduta nel dimenticatoio.
Infatti nel corso di uno
degli ultimi Consiglio comunali,
tutti i consiglieri
presenti s’impegnavano a
votare all'unanimità un documento
proposto dal consigliere
Lidano Zarra, ma
che il consigliere Titta
Giorgi aveva ritenuto di
condividere totalmente assieme
al proprio capogruppo
ed alla maggioranza di
centrosinistra.
Le cose purtroppo non sono
andate così. Si sarebbero
dovute discutere di questioni
importanti, quali: che futuro
dare allo sviluppo di
Sezze Scalo. Posto che su
tutte le variabili previste dal
Piano territoriale paesistico
regionale aleggiasse una
programmazione con forte
incidenza su quel territorio,
compresi i progetti annunciati
di un ecocentro e del
depuratore.
La questione è scivolata
via assieme alla discussione
che l'aveva generata, ma
che presto si riproporrà nella
vita politica setina: il veto
assoluto alla lottizzazione
Pastina-Valletta. Su cui tutta
l'opposizione ci aveva
messo la faccia. Oggi alla
luce delle vicende di via
Ascoli, e della mancata ricognizione
delle zone omogenee,
posto che su Sezze
Scalo si lancia, a fasi alterne,
la sfida dello sviluppo
residenziale e dei servizi
nei giorni dispari, e quella
dello sviluppo agro-industriale
nei giorni pari, occorre
ricordare che per il 30
settembre la Giunta Campoli
si era impegnata a presentare
le linee guida del
Prg.
Un Piano regolatore reso
duttile a seconda delle convenienze
del momento.
Perché se è vero che ad oggi
si continua a perseguire una
logica che lascia aperte le
maglie dell'interpretazione
giuridica fino a poco tempo
fa si era tentato di fare
anche peggio. Come la devastazione
del Parco Cottignoli
da parte del progettista
e la proposta di una
variante per lo Scalo, dove
sarebbero stati riversati ben
12 mila metri cubi di cemento,
salvo le resistenze di
alcuni politici locali e dei
residenti. Allora fu il presidente
del Tar Franco Bianchi
a dare lo stop alla giunta
Zarra, costringendo implicitamente
gli
ispiratori del
progetto a ritirare
una delibera
che
progettava di
costruire case
per edilizia
r es i de nz i al e
pubblica su
un elettrodotto.
Otto palazzine
e dodici
ap part amen ti
con annessi
s e r v i z i e
qua nt'alt ro,
u t i l i z z a n d o
al l’ oc co rr enza
una variante
al Peep
«con un esponenziale
incremento
della
volumetria
r es i de nz i al e
rispetto ai lim
i t i d a l l o
stesso fissati»
nella zona C e
nella sottozona
C3.
Ma come era potuta passare
una simile variante? Con
l'aiutino esterno e apparentemente
indecifrabile, delle
opposizioni che, al momento
del voto si allontanavano
dall'aula. Senza dare battaglia
e dire: questo è un
abuso. Una scena che non
vorremmo si ripetesse mai
più.
Elisa Fiore (03/09/2008)
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