Il partito della Rifondazione Comunista di Sezze intende a tutti i costi trovare soluzioni per garantire il potenziamento della struttura sanitaria del San Carlo di Sezze. Quella del rilancio dell’ospedale setino è una battaglia che li vede in prima fila, non solo a livello locale. Dopo il sopralluogo nei locali del nosocomio setino chiedono un incontro con la direttrice della Asl di Latina, dottoressa Coiro. A dirlo è anche lo stesso capogruppo di Rifondazione comunista alla Regione Lazio, Ivano Peduzzi, che insieme al responsabile Sanità del gruppo alla Pisana, Umberto Carbone, hanno fatto visita al nosocomio accompagnato dal direttore sanitario dell'ospedale Santa Maria Goretti di Latina e dal direttore del distretto sanitario dei Monti Lepini. «Sicuramente al S.Carlo di Sezze ci sono enormi potenzialità e reparti di eccellenza che assicurano servizi di prim'ordine. Ma è anche vero - afferma Peduzzi - che esistono reparti che ancora oggi non sono nelle condizioni di poter funzionare. Mi riferisco alla fisioterapia e riabilitazione, scarsamente agibile nonostante rappresenti un servizio chiave per ridurre in tutto il distretto le liste d'attesa e i costi a carico dell'utenza. Le attrezzature ci sono ma il problema principale, drammatico, resta la carenza d'organico che rischia di compromettere anche l'attività del laboratorio di analisi a cui è assegnato un solo addetto. Un altro settore fondamentale che a nostro avviso va riattivato è quello di radiologia che, messo in rete con il servizio centralizzato di Latina, e attraverso la presenza settimanale di uno specialista, potrebbe garantire la copertura capillare del territorio». Sull'attività di day-surgery per il capogruppo del Prc, visti i risultati già conseguiti e la disponibilità di attrezzature e di orari, sarebbe opportuno far partire rapidamente anche la chirurgia vascolare e quella ortopedica. Altro problema quello del reparto di geriatria, un servizio di eccellenza di cui si ignorano al momento le prospettive future. «E’ evidente - chiude Peduzzi -che il San Carlo negli ultimi anni ha subito un forte rallentamento e una riduzione consistente di servizi utili all'utenza, costretta il più delle volte a rivolgersi alle strutture private. Ma noi restiamo convinti che i servizi sanitari pubblici vadano rilanciati e rafforzati come chiede anche il comitato di cittadini promotore di una petizione che ha raccolto già 3.600 firme».
Alessandro Mattei (04/02/2009)
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