Il coraggio di una donna
per denunciare pubblicamente
disservizi da parte
degli uffici postali, si trasforma
in una petizione
popolare, mentre le istituzioni
restano in silenzio.
E’ più di un mese che via
Bassiano, via Montagna,
via Cerreta e via Crocevecchia
sono state abbandonate
dal servizio recapito
posta dell'azienda Poste
Italiane.
Un disagio che si è fatto
sentire all'indomani del
pensionamento di alcuni
storici postini e del trasferimento
delle «vecchie
guardie» ad altra destinazione.
Il paese, privo quasi
all' 80% - tranne che per
una parte del centro storico
e del popoloso quartiere
di Sezze scalo - di
toponomastica, ha disorientato
i nuovi arrivati.
Perloppiù giovani donne
provenienti da altri paesi
ed in servizio a Sezze.
L’avvio delle ferie estive,
inoltre, deve aver ridotto
all'osso la presenza degli
impiegati che effettuano
tale servizio sul territorio
comunale. La questione
finora è stata malamente
sopportata. Non è accaduto
poche volte di trovare
nella propria buca, lettere,
posta e documenti bancari,
appartenenti a persone
che non vivono nemmeno
lungo la propria strada,
ma evidentemente, il postino,
stanco di cercare,
non poche volte ha deciso
di lasciare in buca posta
non corrispondente ai titolari
della cassetta postale,
destinata ad altri cittadini
con cognomi più o
meno simili o del tutto
differenti. Ma la cosa che
ha mandato sulle furie una
donna, che si è rivolta al
nostro giornale, dopo aver
indirizzato un reclamo alle
Poste Italiane di Priverno,
è stato il rischio di
aver corso un irreparabile
danno. Causato proprio
dalla mancata consegna di
una raccomandata da parte
dell'azienda di poste e
telecomunicazioni, nel
popoloso quartiere di
Crocemoschitto.
Antonina Parente ha così
deciso di prendere carta e
penna e di scrivere alla
sede di Priverno, ma al
contempo si è attivata per
avviare una petizione con
raccolta firme rivolta al
primo cittadino, al quale
chiede d'intervenire al fine
di tutelare gli interessi
dei suoi stessi concittadini.
«Non lo faccio per me -
dichiara Antonina - ma
per le tante persone anziane,
per i disabili, per tutte
quelle persone che hanno
paura di parlare perché
temono ritorsioni. Aspettavo
una raccomandata
dell’Asl perché mio marito,
che è affetto da una
grave patologia, in questi
giorni era in attesa del
telegramma d'invito da
parte della Commissione
che analizza le invalidità
civili. Ma finora niente.
Eppure solo grazie alla
solerzia dell'ufficio delegato
alla verifica delle
chiamate dei pazienti,
questa mattina (ieri ndr)
siamo stati avvisati che
martedì dovremo recarci
in ospedale. Se la Asl non
avesse avvisato cosa sarebbe
accaduto? Come
avrei potuto dimostrare
questo grave disservizio?
Non lo faccio per me -
continua Antonina - ma è
ora d farla finita con questa
storia».
E come darle torto? Finora
infatti sono stati registrati
distacchi di utenze,
depotenziamenti delle
forniture e aggravi di spesa
in danno dei cittadini
utenti.
Elisa Fiore (05/07/2008)
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