Polizia municipale sciolta:
rinviato in sede di merito
il ricorso al Tar promosso
dal capo dei vigili urbani di
Sezze, Lidano Caldarozzi. Il
dirigente dovrà attendere i
primi di giugno per sapere
se l’avrà spuntata contro
l’atto del commissario prefettizio,
Leopoldo
Falco,
con il quale,
nel l’ambito
della riorganizzazione
dei
settori municipali,
aveva
cancellato il
corpo per attribuirne
le
funzioni ad un
settore municipale.
Una
strada tutta in
salita, anche
se il tracciato
seguito dal
commissario prefettizio, la
scorsa estate, ricalca una recente
tendenza. In provincia
è il primo esempio, dopo
quello di Sperlonga che ha
avuto strascichi giudiziari
infiniti. Comunque sia la
differenza tra vigili urbani
intesi come corpo e vigili
urbani intesi come settore
sta nel fatto che nel primo
caso ci si trova di fronte ad
un istituto giuridico, nel secondo
caso ad un apparato
del Comune. Dunque, una
diminutio, per il comandante
e per tutti gli agenti della
Polizia locale.
L’ a t t o d e l
com missa rio
Falco, impugnato
il 23 ottobre
scorso
da Caldarozzi,
è stato da
più parti considerato
illegittimo
«perché
non rient
r a n e l l a
gestione ordin
a r i a » . I l
co mmis sari o,
in questo caso
come per tutti
gli atti di riordino del personale,
è stato tacciato di aver
optato per scelte di natura
politica piuttosto che funzionali
alle urgenze di gestione
vera e propria a cui è
stato demandato in via
straordinaria.
(11/02/2007)
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