«La sinistra colpisce ancora».
Esordisce così, Giovanni Moraldo,
segretario Movimento
Democratico, con un attacco alla
Compagnia dei Lepini. «Ora
Sezze viene miracolosamente a
trovarsi in provincia di Roma. E'
proprio così e, se a qualcuno
fosse sfuggito, conferma è arrivata
leggendo
l'inserto Viaggi
di Repubblica.
Nel numero 456
si legge, in un
articolo sulle
ma ni fes taz io ni
della settimana
Santa, che cita
le province di
Rieti e Roma
per paesi come
Sezze Romano,
P r i v e r n o e
Maenza in merito
alle iniziative
per la Settimana
Santa. Iniziative
finanziate con
soldi che servirebbero
per portare
turisti nelle
nostre località
che vengono
s p e s i s e n z a
nemmeno assicurarsi
che la
provincia di Latina
venga menzionata.
Ce li immaginiamo i
turisti su via Salaria che arrivano
a Rieti e chiedono di paesi come
Sezze, Priverno e Maenza, senza
ottenere risposta alcuna. L'orgoglio
di appartenenza sembra
essere merce rara in casa Compagnia
dei Lepini, mentre il concetto
di buttare soldi sembra che
l'abbiano ben capito». Un duro
attacco al direttore della Compagnia
dei Lepini Fabrizio Di
Sauro e al suo presidente Giancarlo
Siddera, ex sindaco di Sezze.
«Dieci anni di immobilismo
amministrativo nei suoi due
mandati, predica bene ma razzola
male. C'è una differenza sostanziale
tra fare sistema e sistemarsi.
Questo Siddera dovrebbe
averlo capito. E
la sinistra di
Sezze interviene?
Nemmeno
per sogno. In
quei dieci anni
di maggioranza
e sotto la guida
del giovane segretario
Campoli
la sinistra a
Sezze ha perso
metà dei suoi
elettori, dimezzatisi
dal 34% al
17%. E adesso il
rinnovamento la
sinistra di Sezze
da chi lo fa passare?
». Moraldo
dipinge una panoramica
di
Sezze desolante,
«che oltre a
dover sopportare
di essere stata
abbandonata dai
politici che dovevano
difenderla
nel corso degli anni, adesso
si trova anche ridicolizzata da
una società che si trova in pieno
centro storico, che parla di sviluppo
sostenibile, di turismo fatto
a colpi di presentazioni di
libri, di Welcome Point che non
sorgono e che è amministrata da
un personaggio che ha dimostrato
tutti i suoi limiti politici»
Giovanni Rieti (17/05/2007)
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