Pit questo sconosciuto. Il Piano Intergrato Territoriale, presentato nei giorni scorsi dall’assessore allo sviluppo locale, Sergio Di Raimo, solleva accese polemiche proprio nell’ambito dove dovrebbe trovare terreno fertile per l’avvio del progetto. A lamentarsi del modo in cui è stato presentato sono, infatti, proprio gli agricoltori della città che per bocca del presidente della Coldiretti, Vittorio Del Duca, lasciano intendere che tra Comune e mondo agricolo i rapporti debbono cambiare se si vuole veramente sostenere e risollevare l’agricoltura locale. «Spiace veramente constatare come, su decisioni importanti che riguardano l’agricoltura, quali quella della destinazione dei fondi PIT , ad essere ignorati dal Comune di Sezze siano proprio i diretti beneficiari, ovvero gli agricoltori. Nelle campagne di Sezze - afferma Vittorio Del Duca -nessuno sa cosa siano i PIT e, per quel che mi riguarda non sono stato invitato a prendere parte ad alcuna decisione, né come azienda agricola, né tantomeno come Presidente della maggiore Organizzazione professionale agricola: la Coldiretti». L’iniziativa presa dall’assessorato allo sviluppo locale è passata in sordina tranne per l’unico incontro organizzato in via Del Murillo nella campagna di Sezze Scalo dal consigliere comunale Luciana Lombardi e per una conferenza stampa ad hoc. Questo modo di procedere, quindi, ha spinto Del Duca ad una amara riflessione. «E’ un modo vecchio di fare politica, visto e rivisto – afferma - che ha prodotto solo guasti al paese, danni al territorio e sperpero di risorse, altrimenti preziose, in inutili cattedrali nel deserto, come la mai realizzata Centrale Ortofrutticola (ex Monte Amiata). Non vogliamo entrare, per il momento, nel merito della bontà o meno delle scelte assunte con decisioni verticistiche, sia dalla XIII Comunità Montana che dal Comune di Sezze ma – recita la nota - il fatto di mettersi sotto i piedi la tanto conclamata partecipazione democratica, ci autorizza a porci numerosi perché che, per quanto ci sforziamo, non ci portano di certo a concludere con buoni pensieri».
Il Pit si prefigge di ristrutturare i locali dell’ex Colonia Agricola di Sezze Scalo che potrebbe ospitare un “farmer market” per la vendita diretta di prodotti agricoli. Certo… potrebbe e si prefigge. Per ora l’ex colonia agricola torna alla ribalta, dopo essere stata uno stabile scelto per la Rsa, poi per un centro sportivo polivalente e adesso per i farmer market. Niente altro?
Alessandro Mattei (14/09/2009)
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