CI avevano già provato a luglio
ma con mezzi inidonei, l’altra
notte invece, utilizzando l’arnese
giusto, sono riusciti nel
loro intento: rubare le pistole
contenute nella cassaforte della
Polizia municipale di Sezze.
Brutta sorpresa ieri mattina
per i primi agenti che hanno
preso servizio. Quando si sono
recati nella sede di via Piagge
Marine si sono subito accorti
che qualcosa non andava. Le
sbarre esterne che proteggono
gli infissi, adiacenti al centro
«Armonia», erano state
leggermente divelte e da lì
probabilmente il facile
accesso negli uffici per
raggiungere i quali è stato
necessario scardinare
un’altra porta. Poi via libera
alla cassaforte. I malviventi,
armati di frollino,
hanno tagliato lo sportello
in acciaio e rubato le tre
pistole contenute, del tipo
Beretta calibro 9 corto. Le
armi in dotazione al corpo
della Polizia municipale, diretto
da Lidano Caldarozzi, era
state assegnate a due agenti
andati in pensione e a un terzo
agente purtroppo deceduto. Il
regolamento della Polizia municipale
di Sezze prevede che
le pistole in dotazione agli
agenti siano custodite dagli
stessi e che comunque possono
rimanere in sede, ma non in
numero superiore alle tre unità.
Quindi tutto in regola dal punto
di vista della tenuta delle armi.
Immediata la denuncia ai carabinieri
che, ieri mattina, hanno
effettuato un sopralluogo
negli uffici dei vigili urbani. Le
indagini sono affidate ai militari
di Sezze, coordinati dal maresciallo
Michele Carfora Lettieri,
e ai loro colleghi della
compagnia di Latina, guidati
dal maggiore Alessandro Sessa.
Il furto, perpetrato nella notte
tra giovedì e venerdì, è stato
preceduto da un’altra incursione.
A luglio infatti, probabilmente
gli stessi malviventi che
ieri se ne sono andati con le tre
Beretta avevano lasciato accanto
alla cassaforte un frollino
di piccole dimensioni che non
era stato sufficiente a tagliare lo
sportello. L’altra notte invece
avrebbero utilizzato un frollino
più grande e la cassaforte
avrebbe così ceduto.
Il comandante Caldarozzi,
nella speranza che i soliti ignoti
siano assicurati alla giustizia, si
appella agli stessi affinché restituiscano,
anche in forma
anonima, le armi rubate.
Sconosciute le ragioni del furto
ma è facile ipotizzare che il
bottino possa servire a scopo di
rapina. Il mercato della ricettazione
appare poco incoraggiante:
le pistole in dotazione
alle forze di polizia, anche se
con matrice accuratamente
abrasa, costituiscono elemento
scomodo per un’illecita vendita.
Intanto resta all’attenzione
dell’amministrazione comunale
di Sezze la richiesta, da parte
del Comando della Polizia municipale,
di dotare la sede di via
Piagge Marine di un sistema di
allarme.
Rita
Rita Cammarrone (15/09/2007)
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