A momenti alterni il progetto
di costruire una piscina
in territorio setino è
stato analizzato, discusso
e sperato dalla maggior
parte delle forze politiche
che si sono avvicendate
alla guida del paese; ma a
tutt’oggi nulla è stato realizzato.
Anche l’attuale
coalizione di governo accarezza
l’idea di dotare il
paese di una piscina. L’intento
è reso noto attraverso
l’approvazione del programma
triennale delle
opere pubbliche, in cui
emerge la volontà degli
amministratori di destinare
tre milioni di euro alla
costruzione dell’impianto,
attraverso il coinvolgimento
di capitali privati. Il
proposito della maggioranza
sicuramente lodevole,
ma non immune da
perplessità, delle quali si
fa portavoce il consigliere
comunale di opposizione
Antonio Piccolo, che non
nasconde dubbi su come il
sindaco e i suoi collaboratori
intendano tener fede a
quanto deliberato. Al consigliere
comunale di opposizione
la questione
della messa in opera di
una piscina comunale sta
molto a cuore e si dice
certo di quanto il comune
lepino avrebbe bisogno di
un polo sportivo, ampio e
funzionante, che comprendesse
anche una piscina,
poichè ne il Tasciotti,
ne i campi da tennis
assolvono più al loro
originario compito di centro
ricreativo. Inoltre la
creazione di una piscina
offrirebbe ai cittadini una
meta di svago, alternativa
e migliore, rispetto ai bar
e alle strade; una struttura
di cui tutti, dai bambini
agli anziani, in modo diverso
e compatibilmente
alle diverse esigenze, potrebbero
fruire. Per Antonio
Piccolo avere finalmente
una piscina porta
con se molteplici vantaggi:
sia per quanto concerne
l’attività fisica e sportiva
in favore degli studenti,
dei diversamente abili e
degli anziani; ma anche
per quanto concerne le
ricadute occupazionali
per la gestione e manutenzione
dell’impianto. Una
struttura che darebbe al
paese un nuovo prestigio,
nuovo impulso all’economia
locale e fornirebbe,
oltre che un servizio, anche
un esempio per gli
altri comuni lepini, dimostrando
che la volontà politica
è davvero dalla parte
dei cittadini. Per l’esponente
di opposizione è però
bizzarro che per un’opera
così importante per
la collettività l’ente non
metta in campo risorse:
«D’altro canto è di dominio
pubblico che il contenzioso
sorto tra il comune
di Sezze e la Dondi
dovrebbe trovare soluzione
entro il 20 marzo prossimo.
In caso di accordo
l’ente dovrà staccare un
assegno che potrebbe aggirarsi
intorno ai tre milioni
di euro, senza escludere
che un’eventuale
sentenza favorevole alle
richieste della ditta di Rovigo,
circa nove milioni di
euro, obbligherebbe l’ente
locale a sborsare una
cifra impossibile. Una
prospettiva - commenta
Antonio Piccolo - non auspicabile,
ma comunque
possibile, che metterebbe
a rischio l’intera programmazione
dell’ente. Alla
luce di ciò, augurandomi
che i progetti trovino effettiva
realizzazione, la
comunità setina rischia
ancora una volta di vedere
disattese le proprie aspettative.
Quel che è certo -
conclude l’esponente di
opposizione - è che ancora
oggi per il comune di
Sezze l’acqua resta un incubo:
sia che essa esca da
un rubinetto, o che la si
immagini in una piscina
».
Giovanni Rieti (17/02/2008)
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