Ventisette ore senza acqua. Né un’ora di più né un’ora di meno. E’ questo il lasso di tempo che molte famiglie di Sezze Scalo hanno dovuto attendere prima che l’acqua tornasse nelle loro abitazioni. Dalle ore 8 di mattina di giovedì 18 dicembre sino alle ore 11 di venerdì 19 tra Piazza delle Regioni, Via Veneto e parte di Via Sicilia, un guasto alla cabina elettrica in via Friuli ha completamente ridotto le condutture idriche di molti nuclei a canne secche, senza che da parte delle autorità preposte ci sia stata una vera sollecitazione a ripristinare il servizio idrico. E non fosse stato per gli utenti colpiti dal guasto, che hanno tartassato di telefonate il numero della Dondi, forse la riattivazione del servizio idrico ci sarebbe stata con altro ritardo. Gli operai della Concessionaria, dopo aver constatato il danno nell’impianto di via Friuli giovedì scorso, hanno tentato invano di attivarsi ma neanche con l’arrivo di un gruppo elettrogeno la situazione è tornata alla normalità. Tutta la notte, infatti, è passata senza che l’acqua tornasse e solo nella tarda mattina nata di ieri il sistema di pompaggio è tornato a funzionare. La gravità del problema però, non consiste tanto nella inadeguatezza del sistema di pompaggio, ormai evidente e inaccettabile, ma nell’inesistente monitoraggio dei guasti che potrebbero verificarsi durante la giornata. Infatti, se non fosse per gli utenti che ad ogni problema alzano la cornetta del telefono, la Dondi non verrebbe mai a sapere che in una tal zona manchi acqua. Ed è quello che è successo a Piazza delle Regioni dove, tra l’altro, la fontanella pubblica allacciata ad un’altra linea è stata letteralmente presa d’assalto con taniche e bottiglie di prima necessità. La pensa così anche il consigliere comunale di zona Serafino Di Palma, da anni in prima linea contro i disservizi procurati dalla Dondi. «Non mi stancherò mai di dire che la Dondi - afferma Di Palma - non è in grado di gestire il nostro acquedotto comunale. E’ vergognoso che il servizio di pronto intervento debbono farlo i cittadini chiamando ogni qual volta ci sia una interruzione. Nessun impianto è dotato di un sistema di controllo, non c’è un monitoraggio delle zone, tutto è svolto alla carlona». Di Palma ha già presentato diverse interrogazioni comunali anche per chiedere che vengano applicate le penalità citate nell’articolo 31 della Convenzione, l’articolo che disciplinata i tempi e i modi degli interventi.
Alessandro Mattei (21/12/2009)
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