Ancora un battuta d'arresto per la
commissione assetto del territorio
chiamata ad esprimere il proprio
parere su eventuali osservazioni
al piano territoriale paesaggistico
regionale.
La mancanza del numero legale,
ha costretto il vice presidente Serafino
Di Palma, a constatarne la
nullità. Nella piccola aula che
accoglie i lavori dei consiglieri
erano presenti,
in qualità di
membri effettivi,
solo il
consigliere Lidano
Zarra
(UdC) ed il vice
presidente,
Di Palma, oltre
all'assessore al
ramo Antonio
Maurizi, al dirigente
dell'Ufficio
Tecnico Mauro Vona, i
capigruppo di Forza Italia, Reginaldi,
quello del Pd, Eramo, capogruppo
dell'IdV Di Pastina e il
presidente del Consiglio Zeppieri.
Alcune defezioni sarebbero stata
causate dall'assenza di notifica,
mentre la presidente era assente
per motivi familiari. Fatto sta che
entro il 31 luglio il Consiglio -
come ha ricordato l'assessore
Mauri - è chiamato a prendere in
esame le 33 proposte di modifica,
formulate attraverso osservazioni
indirizzate agli Uffici tecnici relativamente
al Ptpr che la Regione
Lazio aveva chieso di approvare
entro il 31 giugno. Le osservazioni
riguarderebbero la fascia rossa,
centro storico, in zona porta S.
Andrea, e via Fanfara; la zona
gialla (agricola) Sezze Scalo e il
Bivolco, la zona Boscata, Monte
Trevi, via Melogrosso. Maurizi
che auspica «la stesura di un documento
unitario per l'approvazione
dell'intero Consiglio», ha
sollecitato la fissazione di un'altra
data per la commissione, per venerdì
11 luglio. Quando nel corso
della stessa mattinata si terrà l'attesa
commissione capigruppo, e
nel pomeriggio la nuova sessione
del Consiglio Comunale. Maurizi
ha ricordato che sebbene ancora
non fossero state fornite fotocopie
di quelle 33 osservazioni, da
questa mattina sarà possibile consultarle
per ritirarne copia venerdì.
Ma come ha fatto rilevare il
consigliere Zarra, le osservazioni
restano tuttavia avulse da un contesto
specifico, la documentazione
fornita dall'Ufficio di piano
che, finora, pur avendo consegnato
la fotografia dello stato dell'arte,
non permetterebbe alla politica
di procedere ad osservazioni
rispettose anche del quadro esistente.
Mantenendo nei fatti una
disomogeneità dell'interpretazione
dello strumento urbanistico,
favorendo, nel tira e molla delle
norme, il principio della deroga,
della sanatoria e via di seguito.
Come formulare dunque, precise
osservazioni ad un PTPR, se
mancano le chiavi di volta di un
PRG? Dal canto suo l'amministarazione
si dice pronta a formulare
le proprie osservazioni che riguardano
l'estensione della linea
bianca, riguardante insediamenti
di sviluppo urbano e produttivo, e
restringimenti sia della zona rossa
che di quella gialla, dove l'indice
di fabbricabilità, secondo il
nuovo PTPR scatterebbe a dieci
ettari, non più agli attuali tre.
Elisa Fiore (16/07/2008)
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