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Certi politici sezzesi sono proprio incredibili. Credono di essere onnipotenti. Credono di avere i titoli, la forza e l’arroganza di fare ciò che vogliono. Sono presuntuosi e pensano di influenzare con le loro minacce i cittadini elettori, i colleghi di partito, gli avversari politici e la stampa locale. Pensano di trovare nei giornalisti setini la panacea di ogni male e credono di sfruttare (e raggirare) la stampa per raggiungere i propri obiettivi. Mai come oggi la stampa influenza le scelte politiche e amministrative della nostra città. Se i politici non hanno competenza e forza per prendere una decisione lasciano il compito alla stampa che con qualche dichiarazione aggiusta la storiella. Quando poi il giornalista di turno scopre gli altarini e svela le carte in tavola c’è qualcuno che pensa di cavarsela dicendo che “sono dichiarazioni inventate e frutto della sua fantasia da cronista”. Dopo, si passa alle minacce e alla solita frase “ti querelo” credendo di mettere in difficoltà il giornalista che si firma e che si prende tutte le responsabilità delle dichiarazioni di quello che scrive, e che magari gli hanno dettato per telefono. Firma l’articolo a viso aperto, e senza nomignoli del tipo Lillo, Peppo e Toto. Una firma, questa, che mi ricorda una rivista comunista di qualche anno fa che veniva stampata a Sezze e fatta girare per le piazze. Si trattava di un foglio nel quale venivano messi alla gogna politici e politica locale, con tanto di vignette sarcastiche e moralmente vergognose. Ogni inchiesta aveva il semplice scopo di inveire contro Tizio e Caio e lo si faceva – il più delle volte – a viso travisato, come quando i banditi vanno in banca per una rapina. Sarebbe interessante vedere quanta strada hanno fatto i giornalisti di ieri, e se hanno dimenticato il male che hanno prodotto sotto una coperta di viltà e infamia che ancora oggi fa accapponare la pelle. Noi giornalisti del 2008, invece, abbiamo il coraggio di firmarci; vi facciamo anche il piacere di starvi a sentire, di ascoltare le vostre preghiere e tutti i pettegolezzi che amate dirci per convincerci a darvi più spazio e visibilità sulla stampa. Noi vi diamo retta, e vi facciamo contenti, lo facciamo perchè così ci hanno insegnato, lo facciamo perché alla gente dobbiamo far capire come stanno realmente le cose e lo facciamo per onestà e trasparenza. Ecco perché la firma sotto il pezzo la mettiamo sempre: nome e cognome, e per fortuna che non siamo POSTER.
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