Dopo l’ennesimo strappo dentro il centrodestra setino nessuno – di certo - si leccherà le ferite ma stando alle dichiarazioni dei giorni scorsi potrebbero aprirsi scenari inimmaginabili. Se il costituendo Popolo delle Libertà di Sezze è intenzionato ad andare avanti nonostante da più parti siano arrivati distinguo e fredde prese di posizione, non è escluso che potrebbe nascere un Pdl alternativo, formato proprio da chi non ha condiviso le scelte decise sinora. Il neo direttivo guidato dal segretario pro-tempore Rinaldo Ceccano pare non interessarsi troppo delle rivendicazioni arrivate dai partiti di centrodestra dopo il battesimo del gruppo. A tal proposito, però, i commenti a caldo la dicono lunga e non si prevede un percorso sereno dentro il Pdl. Molti esponenti storici del centro destra setino, ad esempio, hanno fatto notare che ad aderire al Pdl non sono stati coloro che da sempre vengono considerati esponenti di centrodestra ma solo chi, sino a pochi mesi fa, si dichiarava “civico” e nettamente spostato nel centrosinistra: la vera destra infatti è rimasta fuori dal direttivo. Molti militanti di Alleanza Nazionale, di Azione Sociale, ed esponenti di Forza Italia, non se la sono sentita di assecondare i promotori del soggetto unico e, non è detto, che non stiano organizzando una contromossa. D'altronde a sancire la nomina del segretario Ceccano e del presidente Del Duca non è stato un congresso né tanto meno una partecipazione popolare. Per cui il resto dell’elettorato di centrodestra escluso dall’operazione potrebbe risentirsi e promuovere un’azione politica parallela a quella esistente. Il centro destra “escluso” potrebbe sentirsi prigioniero di decisioni altrui e, a quel punto, potrebbero considerare l’accelerazione del nascente Pdl come il modo più semplice per sostituire chi in passato ha rappresentato la Casa delle Libertà a Sezze. Fuori dal circuito Del Duca-Ceccano ad oggi c’è infatti Evelina Del Monte, rappresentante di An da sempre, c’è Carlo Enrico Magagnoli, segretario di As con Mussolini e altri esponenti storici che hanno ricoperto incarichi importanti in Comune. In sordina, ad esempio, è slittata la non adesione al Pdl dell’ex vice sindaco di Sezze, Pino Ciarlo, quella dell’ex presidente del consiglio comunale Senibaldo Roscioli e di altri ex assessori dell’ex Giunta. Se a questi si aggiunge la “freddezza” del consigliere comunale della Dc per le Autonomie Antonio Piccolo (ha chiesto il vicesegretario) e le dure critiche di Di Palma il gioco è fatto. Staremo a vedere.
Alessandro Mattei (27/03/2008)
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