Chi conosce e apprezza i
prodotti tipici di Sezze sa
che oltre ai carciofi, al pane,
alla minestra di fagioli e
tante altre bontà del comune
lepino, una tra tutte è quella
più ricercata. Parliamo delle
paste di visciole di Sezze:
piccole crostatine che hanno
un cuore di marmellata
di visciole dal sapore inconfondibile,
che unisce alla
dolcezza della pasta frolla il
ricco, pungente e leggermente
amaro, gusto della
marmellata. Eppure, anche
se in diverse attività della
provincia pontina fanno
bella mostra di sé anonime
confezioni con la dicitura
«paste di visciole di Sezze»,
molte di tali confezioni in
realtà non hanno nulla a che
vedere con la marmellata
tipica setina. Questo perché
le visciole provengono dalla
Spagna o dalla Romania e
sono di qualità e sapore ben
diversi rispetto a quelle setine.
Nel difficile momento che
sta vivendo il comparto
agricolo e l’economia, non
solo nel comune di Sezze
ma più in generale nell’intera
nazione, il gruppo consiliare
del Partito democratico
di Sezze si fa promotore
di una proposta che salvaguardi
le tradizioni e possa
avere una ricaduta economica
positiva nel paese:
«Nell’epoca dell’economia
e del mercato globale troppo
spesso si lascia morire
nel disinteresse generale
l’originalità di prodotti tipici
e, con essa, non solo i
vecchi sapori, ma tutta la
storia, le tradizioni e gli
eventuali risvolti socio-economici
che da tale tipicità
derivano. La storia del visciolo
di Sezze - afferma il
Partito democratico - ne è
una chiara testimonianza:
l’incombente pericolo di
estinzione di questa pianta
ha spinto la Regione Lazio a
classificarlo come prodotto
a rischio. Eppure in molti
esercizi commerciali della
nostra provincia fanno bella
mostra anonime confezioni
con la dicitura paste di visciole
di Sezze, realizzate
con marmellate con visciole
che provengono da altri
paesi, con sapore e qualità
ben diversa dalle nostre visciole.
Tutto ciò ci pone
dinnanzi l’impellenza dell’avvio
delle pratiche di riconoscimento
del visciolo
come prodotto
tipico. Vi è una gran quantità di
terreni incolti
nel territorio
setino, in particolare
nella
Conca di Suso, su cui un
albero come il visciolo, di
temperamento selvatico e
molto resistente, potrebbe
attecchire e dare i suoi frutti
». Il gruppo consiliare del
Partito democratico di Sezze
ritiene che rilanciare la
coltivazione del visciolo nel
comune lepino porterebbe
molti vantaggi: «Rinascita e
rivalutazione di un prodotto
tipico della nostra zona; un
mercato giù pronto a recepire
la nostra marmellata, che
ha conservato intatto il fascino
del prodotto artigianale;
una ricaduta socioeconomica
notevole, sia in termini
di immagine che di
possibilità di lavoro in situ
per i nostri giovani, questi i
vantaggi che si potrebbero
avere. Per raggiungere tali
obiettivi conclude il gruppo
consiliare del Pd - riteniamo
indispensabile una sinergia
tra Comune, Regione, Provincia,
Comunità Montana
e Compagnia dei Lepini».
Giovanni Rieti (04/11/2007)
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