Sara’ interrogato domani Pietro Marcu, il rumeno
di 33 anni che domenica ha ucciso a Sezze, con due
coltellate al collo al torace, la moglie Simona. Durante
il colloquio, che sarà effettuato al «Goretti» davanti al
Gip Iansiti e all’avvocato dell’uomo Paolo Censi, si
proverà a far luce sul movente che ha portato
all’efferato gesto anche se tutto lascia pensare che,
alla base dell’omicidio,
ci sia un movente passionale.
L’omicidio è avvenuto
domenica intorno alle
11.30, nell’appartamento
di via Collemeso;
una frazione del comune
setina dove la giovane
ragazza, appena
32enne, lavorava come
badante per Romano
Salvati, testimone oculare
dell’omicidio che
ha provato a fermare il rumeno. La vittima, secondo
alcune ricostruzioni fornite da parenti e amici poco
dopo il tragico fatto, proprio in quelle ore avrebbe
comunicato al marito l’intenzione di lasciarlo e, con
molta probabilità, questo ha portato all’estremo gesto
di Petru che, poco dopo, ha anche provato a togliersi
la vita tagliandosi al collo con lo stesso coltello con cui
ha ucciso la coniuge. Durante l’interrogatorio, oltre
alla dinamica dei fatti, bisognerà chiarire alcuni punti
irrisolti come ad esempio il messaggio sullo specchio
della camera da letto che la vittima, poco prima di
morire, ha tradotto ad un’amica: «Prega o pregate
per noi» c’era scritto sullo specchio della camera.
L’indagato (su di lui pende l’accusa di omicidio) si
trova nel reparto rianimazione dell’ospedale «Santa
Maria Goretti» di Latina piantonato dalla forze
dell’Ordine, ma non è in pericolo di vita.
Intanto è stata rinviata ad oggi l’autopsia sul corpo
della giovane che sarà effettuata dal medico legale,
Filippo Milano mentre ancora non è stata fissata la
data del funerale.
(02/04/2008)
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