«IL MOTIVO portante di questa
campagna elettorale sembra essere
quello di rinnovamento e ricambio
generazionale. Tutti sembrano
preoccuparsi di mostrare all'elettore
di aver compreso gli errori del
passato, anche in base al successo
elettorale di Zarra nelle ultime amministrative,
dove furono premiate
le civiche, che non piacciono a
nessuno, ma che decisero un netto
punto di rottura con quello che era
stata la politica setina degli ultimi
anni». Ad esprimersi in questi termini
è Giovanni Moraldo, segretario
del Movimento Democratico.
«Non possono essere gli slogan
elettorali a garantire il rinnovamento,
ma esso deve far parte di un
processo mentale. Ancora si parla
di ospedale e ce l'avevamo. Ancora
promettiamo la Rsa. Ci accorgiamo
che l'agricoltura è in crisi e si è
fatto poco per impedirlo. Ed ancora
parchi, parcheggi, nuove strade,
zone artigianali, zone industriali,
turismo e centro storico. Tutti argomenti
che prevedono anni di
lavoro: se ne parla ad ogni tornata
elettorale nei vari programmi. Chi
fino ad oggi ha amministrato e
governato che tipo di pianificazione
e progettazione ha realizzato?
Chi non ha ben governato ed ha
precise responsabilità e dimostrate
incapacità, ha mai pagato? L'elettore
ha la possibilità di presentare
il conto». Per Moraldo «da una
parte c'è chi a costruito una coalizione,
quella del centrosinistra, nata per vincere senza colpo ferire,
mascherando volti noti, politici di
sempre, la maggior parte diretti
responsabili di quello che è Sezze
oggi. Dietro la maschera dell'età
anagrafica, spacciano spudoratamente
per nuovo quello che nuovo
non è. La seconda opzione la dà chi
si è proposto, ha sbagliato fallendo,
ha pagato in prima persona con
la sfiducia, ma non ha imparato la
lezione. Oggi si ripropone né più e
né meno come 4 anni fa, cambiando
uomini ma non la sostanza, con
scelte dettate da rancori e voglie di
rivincite personali
che ben poco
hanno a che
fare con la politica.
La vera opportunità
alla
città viene data
dal progetto che
vede Serafino Di
Palma leader di
una coalizione
pronta a governare
e che parte da un'idea di fare
completamente nuova, dovuta ad
una accresciuta maturità, con un maggiore bagaglio
personale
e politico
arricchito dalle
molteplici,
seppur diverse
esperienze,
che ci hanno
permesso oggi
di essere
oggi protagonisti
di un
progetto completamente nuovo e
fortemente innovativo».
Giovanni Rieti (23/05/2007)
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