Malumori e dissapori dentro il partito di Forza Italia di Sezze, collocato all'opposizione in aula consiliare "Di Trapano". Al punto che il consigliere comunale azzurro, nonché capogruppo Fi, in una lettera inviata al senatore Claudio Fazzone fa una analisi del voto lanciando dei segnali forti a chi intendesse farsi largo tra i banchi in consiglio sottovalutando il responso delle urne. In sostanza, dentro Fi, già si scalpita e qualcuno pare che incominci a tirare calci e ad assumere posizioni che al consigliere Reginaldi non vanno proprio a genio. Reginaldi, non citandolo, si rivolge a Serafino Di Palma. "Esprimo la massima soddisfazione per il buon risultato di Forza Italia, soprattutto per il mio risultato personale (da solo ho raccolto il 10% circa dei voti dell'intera Cdl nonché il 25% dell'intera lista di Forza Italia), risultati che non si sono coniugati con l'affermazione del candidato sindaco che addirittura è arrivato dietro il candidato sindaco sostenuto dalle civiche. Da un'attenta analisi del voto - scrive Reginaldi - emerge, infatti, che la Cdl e il suo candidato sindaco non sono riusciti ad intercettare i voti dei moderati, della classe media della città. Sicuramente li ha allontanati una proposta politica urlata, non ragionata, rugantina. La presunzione di essere sempre nel giusto e di non scendere mai dal piedistallo, l'arroganza appunto". Reginaldi affonda il coltello nella piaga rimproverando al candidato della Cdl Di Palma di aver perso per l'insistenza a "presentare sempre gli stessi e di occupare ruoli e posti della direzione politica sempre con gli stessi". Al contrario Reginaldi elogia il commissario azzurro Del Duca che è riuscito ad arginare "le perdite della Cdl da solo" e "si è prodigato per costruire la lista e portare avanti, tra mille difficoltà, la campagna elettorale". Il capogruppo azzurro invita gli amici di partito a fare tesoro delle indicazioni arrivate dall'elettorato sovrano per correggere gli aspetti negativi. "E per questo - scrive Reginaldi - che si deve tornare alla politica ragionata, valorizzando il ruolo del partito. Non si può affidare la direzione politica a chi è privo di consensi. È' finito il tempo delle liste civiche". Appartiene al passato, dunque, "l'epoca delle imposizioni" e invita gli sconfitti a fare autocritica. Il consiglio che dà Reginaldi è quello di abbassare le arie, per diventare indipendente ci vuole pochissimo. Per Reginaldi, Di Palma "non può pensare di aver vinto e di restare sempre al timone anche quando ha condotto ai minimi storici la Cdl". Detto altrimenti: il capogruppo forzista già esiste e a Fi non servono leadership "perdenti".
Alessandro Mattei (26/06/2007)
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