Il consumo idrico presunto, che la concessionaria del servizio integrato della città sta inviando agli utenti in questi giorni, spinge il comitato difesa acqua pubblica di Sezze a lanciare un appello ai cittadini: non pagare per il momento le bollette. Giovanni Paolo Di Capua, portavoce del comitato, a tal proposito afferma: «Se la bolletta contiene importi di fatture antecedenti l’anno 2000, ovvero 1997-98-99, tali importi erano e sono conguagli a seguito dell’aumento delle tariffe effettuato nell’ambito della sentenza del Tar che tuttora pendono in giudizio al Consiglio di Stato. Pertanto – aggiunge - invitiamo gli utenti ad attendere gli sviluppi giuridici e solo dopo ad effettuare il pagamento in quanto l’importo delle tariffe potrebbe essere ritenuto prescritto». Agli utenti che volessero comunque pagare la bolletta, il comitato difesa acqua pubblica, suggerisce di pagare l’effettivo consumo di acqua attraverso un bollettino bianco scorporato dell’importo che è sotto la voce “importo a credito/debito da fatture precedenti”. Per coloro invece che hanno in bolletta importi insoluti successivi all’anno 2000, si suggerisce di attendere la sentenza del Consiglio di Stato. «Ricordiamo agli utenti morosi che si potrebbe pensare e dire che la concessionaria Dondi potrebbe apparire morosa poiché – afferma ancora Di Capua – il Comune, la Regione Lazio (e quindi noi stessi) attendono il pagamento della somma dovuto per la fornitura di acqua, acqua che è stata commercializzata negli anni. Una somma che in base alle note del 2006 e 2009 sfiora i 4 milioni di euro compresi gli interessi». Il comitato, infine, informa i cittadini di aver preso contatti con il Codacons per una class action. A giorni inoltre verrà lanciata una proposta a tutela degli utenti setini.
Alessandro Mattei (06/01/2011)
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