L ' I N C O N T RO organizzato dai ragazzi del Partito
socialista di Ceriara di Sezze è iniziato con la
proiezione di un documentario girato dai giovani
della Rete No Turbogas di Pontinia nella centrale di
Termoli. Una breve proiezione sugli effetti devastanti
che nanoparticelle Pm 10, 2,5 e 0,1 producono
sugli esseri viventi. Ma in ballo, per una centrale
che con i venti provenienti dal mare spingerà i suoi
fumi sugli insediamenti urbani dei paesi dei Monti
Lepini, c'è la salute. A Sezze, dove le percentuali di
mortalità derivate da neoplasie della trachea e dei
polmoni sono esorbitanti, 150 morti in due anni, c'è
da chiedersi che effetto abbia prodotto sui contadini
l'esposizione ai pesticidi piuttosto che ai venti
mortiferi della centrale nucleare di prima generazione.
Il rischio cui si chiede di esporre la popolazione
dei Lepini è abnorme. Ma fermo principio di
tutti gli intervenuti, primi tra tutti il sindaco Andrea
Campoli, e quello di Pontinia, Eligio Tombolillo, è
fronteggiare e ostacolare con ogni mezzo l'avanzata
del rischio. Campoli ha ribadito di avere posto a
disposizione di proprietari dei terreni oggetto di
esproprio i legali ed i tecnici del Comune, non
avendo creduto alla procedura delle osservazioni in
sede pre-espropriativa. Richiedendo ai presenti di
non sottovalutare la necessità di difendere il proprio
territorio al fianco delle istituzioni, senza colori di
parte. Invocando la sensibilità dei cittadini chiamati
a farsi soggetti attivi di un processo che, in ultima
ratio, potrebbe richiedere anche forme di protesta
pubbliche . «Non credo al fatalismo e resto fiducioso
- ha sottolineato Campoli - abbiamo delle armi a
disposizone ce le dobbiamo giocare, perché vincere
questa partita sarà fondamentale». Siamo contro
questo impianto - aveva dichiarato in apertura Paolo
Cima della Rete No Turbogas - questo territorio non
è compatibile con una turbogas, e le istituzioni
devono fare la loro parte, perché esistono sistemi
alternativi di sviluppo sostenibile, abbiamo indicato
da tempo questa strada e chiediamo di essere liberi
di decidere cosa vogliamo sul nostro territorio».
«La centrale tubogas nata per gli interessi di pochi,
danneggierà tutti - ha sottolineato Lino Calvani del
Cra - che fine faranno i marchi Igp e Dop di questo
territorio?». Interrogativo ripreso nella proposta di
legge popolare che il Ps si accinge a presentare
come anticipato dal segretario provinciale Lucidi.
Elisa Fiore (16/10/2008)
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