Lettera di protesta da parte dei cittadini del centro storico setino. Se non si fa la classica distinzione tra cittadini di serie A e cittadini di serie B, si usano termini diversi per raggiungere lo stesso scopo: figli e figliastri. Nella lettera leggiamo: «Figli: una parte di via Colli che va da un ristorante molto noto sino alla chiesta di S.S. Sebastiano e Rocco vide la luce grazie all’allora sindaco. La storia si ripete in via Montagna: altro miracolo, altra luce, altro sindaco Via Umberto, Sezze centro: la strada che era diventata un orinatoio a cielo aperto, anch’essa ha visto la luce, potenziata in questo caso. Siamo contenti, ne va della sicurezza. Ah… il sindaco attuale abita in via Umberto». Nella polemica si parla poi della condizione dei cosiddetti figliastri, ossia «tutti gli esclusi di Suso e… via Corradini. Sì, sapete quella strada intitolata al cardinale che è in odore di santità? La strada che ospita la cattedrale? Beh, quella! Questa strada - leggiamo ancora nella lettera - è stata emarginata da questi amministratori politici (leggi luminarie natalizie e altre manifestazioni), ma non da Dio visto che la stessa si affaccia sul mare. Le luci notturne? Fioche come quelle cimiteriali, ma noi non siamo ancora morti, egregi signori, e paghiamo pure le tasse. Ma… c’è un ma: noi non abbiamo un sindaco! C’è però un assessore che, magari, non ha mai percorso tutta la strada in lungo e non si è avveduto del degrado ed emarginazione. Faccia una salutare passeggiata, signor assessore, ma di sera. Vabbe’, in fondo è solo un assessore… Si sa che tutto resterà così com’è, ma si voleva solo evidenziare di come la pochezza di pochi possa emarginare i molti che sono considerati cittadini di serie B. Chiaro il concetto?».
Alessandro Mattei (01/06/2010)
|