«Il maltempo, con neve e ghiaccio che ha bloccato la circolazione, impedisce le consegne dei cibi con decine di migliaia di tonnellate di verdure ferme a marcire nei magazzini o buttate nei campi. Anche se il nostro territorio non è stato direttamente coinvolto con la neve, come si temeva, resta comunque una situazione difficile che sta dando il colpo di grazia alle nostre aziende agricole».
Il presidente della Coldiretti di Sezze, Vittorio Del Duca, fa l’ennesima lista nera degli agricoltori locali. Danneggiate le colture invernali, le quali se non sono già stata “bruciate” dal maltempo, giungeranno sulle nostre tavole con notevole ritardo. «Dopo i danni provocati dalla crisi dei consumi – dice Del Duca - le colture devono ora fronteggiare quelli ancora più gravi causati dal gelo, ma soprattutto dalla violenta grandinata caduta su tutto il territorio al posto della neve. Ad essere colpite sono le colture invernali in campo aperto, cavoli, broccoli, verze, spinaci, cicorie, radicchio, broccoletti ma anche i carciofi di Sezze. Questi ultimi, se le temperature rimarranno a lungo così basse, è facile prevedere che giungeranno sulle nostre tavole con notevole ritardo, ma c’è chi teme che se dovessero ulteriormente scendere di qualche grado, come già accaduto nel grande freddo del 1985, il raccolto sarà definitivamente compromesso». Del Duca ricorda, infatti, che nel 1985 una nevicata di lieve entità, tramutatasi in ghiaccio durante la notte, causò su buona parte del territorio la perdita totale del raccolto di carciofi e addirittura costrinse molti produttori a tagliare le piante alla base, per evitare che la marcescenza post–gelo del fusto raggiungesse la ceppaia con pregiudizio del raccolto anche per l’anno successivo. «Esiste un forte disagio nelle campagne – chiude il presidente della Coldiretti setina - perché i produttori agricoli, che escono duramente provati anche dallo sciopero dell’autotrasporto e dal caro gasolio, temono di non poter sopportare la mano pesante del Governo Monti, con la rivalutazione delle rendite catastali e con l’Imu che colpirà fabbricati rurali, magazzini, baracche, stalle e fienili».
Alessandro Mattei (09/02/2012)
|