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«Nessuna offesa»
I cittadini replicano alla comunità rumena

| (Una panoramica dle paese di Sezze)
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OLTRE alle reazioni dei
gruppi consiliari di opposizione,
le affermazioni dell’associazione
«Buna Seara
Romania» hanno indotto
i cittadini firmatari della
lettera sul tema della sicurezza
consegnata al sindaco
e al Prefetto di Latina ad
intervenire per replicare all’associazione
che rappresenta
i cittadini rumeni residenti
nel comune di Sezze.
Soprattutto in merito
all’accusa rivolta ad alcuni
esponenti politici locali di
aver strumentalizzato una
presa di posizione dei cittadini,
attraverso la quale si
denunciava il clima di insicurezza
dettato dal fenomeno
dei furti: «Occore far
presente all’associazione -
affermano i cittadini - che
non ci sembra affatto che la
nostra mozione sia stata
strumentalizzata. I politici
accusati non hanno fatto
altro che svolgere in maniera
corretta il proprio
ruolo: rappresentare i problemi
del paese. Siamo rimasti
particolarmente colpiti
dall’atteggiamento
dell’associazione Buna
Seara Romania che ci accusa
di intolleranza e di
richieste di tutela anticostituzionali.
Forse la stessa
associazione ignora l’ospitalità
sinora data alla comunità
rumena. Forse
ignora quanto sia importante
per i cittadini di Sezze
l’integrazione con qualsiasi
comunità straniera.
La nostra lettera ha solo il
fine di denunciare un clima
di insicurezza sociale che
caratterizza Sezze, fenomeno
senz’altro dovuto
anche all’immigrazione
clandestina. Il fine, dunque,
non è quello di attaccare
indifferentemente lo
straniero, ma di discernere
dall’immigrazione regolare
ed integrata quella clandestina
». I cittadini ritengono
che l’associazione
Buna Seara Romania dovrebbe
ringraziare quanti
si espongono per la sicurezza
di tutti, coloro che
cercano di denunciare situazioni
di irregolarità che
potrebbero ledere l’immagine
di chi si è guadagnato
giustamente i propri diritti
che «nessuno vuole ed ha il
diritto di calpestare. Diversamente
- continuano i cittadini
- l’associazione si
diletta a minimizzare la
portata della mozione e ad
arrogarsi il diritto di considerarsi
giudice e interprete
di ciò che altri scrivono. In
merito al fatto che la lettera
sia stata firmata da una
piccola minoranza del paese
è opportuno chiarire che
il problema non può essere
ridotto al numero di firme
raccolte. L’allarme c’è e
non può essere ignorato».
Una precisazione viene
fatta anche in merito al
numero dei reati denunciati:
«E’ stato detto che questi
sono pochi, ma è doveroso
precisare che il 70 per
cento dei cittadini della
pianura normalmente denuncia
i reati presso i comandi
dei Carabinieri di
Latina Scalo e di Pontinia.
Solo questo è il motivo per
cui a Sezze i reati sarebbero
addirittura diminuiti».
Sul tema dell’integrazione
viene evidenziato che Sezze
da anni ospita cittadini
di altri paesi, che si sono
perfettamente integrati e
che si considerano ormai
come setini: «Se questo è
stato possibile è anche grazie
al clima di collaborazione
ed integrazione che
abbiamo instaurato. Nessun
cittadino straniero si
dovrebbe sentire attaccato
dalla nostra lettera e nessuno
deve pensare di essere al
centro di un sistema di
accusa. Non si capisce pertanto
per quale assurda ragione
l’associazione Bura
Seara Romania si senta offesa.
Nessuno di noi si
sente nell’autorevolezza di
potere etichettare e distinguere
le persone in base
alla provenienza. Nessuno
ha mai contestato la comunità
rumena. Con il nostro
intervento - concludono i
cittadini - abbiamo cercato
solo di denunciare il clima
di insicurezza creatosi nella
nostra comunità, dovuto
anche ad un’immigrazione
non controllata e, dunque,
clandestina».
Giovanni Rieti (17/02/2008)
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