Nell'ultima seduta
del Consiglio comunale
di Sezze dedicata al question
time, il segretario
pro tempore del Pdl ha
presentato un'interrogazione
urgente, che verrà
presumibilmente trasformata
in mozione dalle minoranze
consiliari, avente
come oggetto il Museo
del giocattolo.
Più in particolare la posizione
del dipendente comunale,
Umberto De Angelis,
che dello stesso è
stato ideatore insieme al
compianto Rosalino Trabona.
Nell'interpellanza
all'assessore competente,
Rinaldo Ceccano evidenzia
come «probabilmente
dal padrone del vapore,
dottor Petrianni» al dipendente
in questione siano
state negate le chiavi di
accesso alla struttura, nonostante
sia inquadrato
come istruttore direttivo
amministrativo per le attività
della ludoteca e del
Museo del giocattolo.
L'esponente di opposizione
ha richiamato la delibera
84 del Consiglio comunale
del 28 giugno del
1993, in cui si riconosce
che il Museo del giocattolo
nasce dalla ricostruzione
dei ludotecari Rosalino
Trabona e Umberto De
Angelis, ritenuti ideatori
ed inventori dello stesso.
Inoltre ha evidenziato
come De Angelis abbia le
competenze per ricostruire
tutti i giocattoli popolari
che sono andati persi e
deperiti nei cinque anni di
chiusura dl museo: «Pur
non essendo laureato in
antropologia - afferma
Ceccano - il dottor Umberto
De Angelis ha titoli
parificati e, comunque,
nel suo caso possiamo
parlare con certezza di
professionalità acquisita.
Pertanto chiedo di intitolare
il Museo del giocattolo
alla memoria di Rosalino
Trabona; di nominare
Umberto De Angelis direttore
del museo e di
restituire allo stesso le
chiavi della sua ‘casa’,
affinché possa riaprirla a
tutti i suoi ‘figli’. Infine di
affidare a De Angelis un
progetto obiettivo per la
ricostruzione dei giocattoli
popolari». Per Rinaldo
Ceccano questo sarebbe
un atto dovuto nei confronti
di Umberto De
Angelis, detto Farza, che
«ha accompagnato tutte le
generazioni setine in un
percorso di crescita culturale
e ludica, assumendo
in prima persona il delicato
compito di trasferire
alle giovani generazioni il
valore della setinità e permettendo
di mantenere
un'identità culturale legata
alla memoria storica di
Sezze. Nel nostro paese -
conclude Ceccano - Petrianni
e Campoli gli negano
le chiavi del museo,
mentre a Roma, Venezia,
Pavia e molte altre città
d'Italia le università ed i
Comuni lo chiamano per
formare i propri giovani
».
Giovanni Rieti (19/03/2008)
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