C’era d’aspettarselo. La tregua è stata fin troppo lunga. Di incendi nei Monti Lepini, almeno sino a ieri, non se ne stava parlando tranne qualche piccolo focolaio sparso che ha impegnato per poche ore i Vigili del Fuoco e la Protezione Civile (l’ultimo in ordine di tempo in località Casali a Sezze). Ieri, invece, un incendio di grandi dimensioni è divampato nel territorio comunale mandando in fumo diversi ettari di macchia mediterranea, alberi di ulivo e sterpaglie. Intorno alle ore 14,30 un fumo denso e acre ha avviluppato l’intera montagna e poi si è trasformato in lunghe lingue di fuoco alte circa tre metri. In pochi minuti, grazie alla complicità del vento, il rogo ha lambito diverse zone della montagna arrivando sino alle abitazioni di località Monte Trevi, nei pressi della Croce di ferro dell’Anfiteatro. La combustione, facilitata dalla secca della stagione estiva, ha mandato in fumo tutta la montagna e ha procurato allarme ai residenti delle località coinvolte dall’incendio. Tanta paura tra i cittadini che si sono visti le fiamme sotto casa avvolte da una nube di fumo avvertita in lontananza e in tutta la zona di Suso della città. Dopo l’allarme lanciato da un agricoltore del posto, immediatamente, si è messa in moto la macchina operativa dei Vigili del Fuoco aiutati nello spegnimento dalla Vva di Sezze e dalla Protezione Civile e dalla Guardia Forestale setina. Per domare le fiamme è stato predisposto un piano antincendio ed è stato necessario l’intervento di due elicotteri della Regione Lazio. Sul posto, a coordinare le operazioni, anche Serafino Di Palma, delegato provinciale della Protezione Civile e consigliere comunale di Sezze. Sulle cause dell’incendio stanno indagando i Vigili del Fuoco. Da una prima ricostruzione sembra che il fuoco sia partito dal ciglio della statale regionale dei Monti Lepini, nelle vicinanze dei resti della Villa Romana. In un primo momento, infatti, è stato necessario chiudere la strada al traffico. Si pensa ad un cicca di sigaretta buttata da qualche automobilista sprovveduto ma sull’origine del focolaio si sta ancora indagando.
Alessandro Mattei (26/07/2008)
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