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Benvenuti...
nel nostro mondo
Sarebbe facile
parlare di
un nuovo progetto
editoriale,
tesserne
elegi aprioristici
e mettersi
in una condizione
di
supremazia
rispetto al
resto. Il mio
personalissimo
delirio di onnipotenza (e l’uscita del
giornale che avete tra le mani ne è prova
evidente) mi stuzzicherebbe in questo
senso. Ma non voglio tediare il lettore con
frasi fatte e retorica applicata all’informazione
cartacea. Potrei, allo stesso tempo,
stare qui a raccontarvi della professionalità
dei collaboratori del progetto all’interno
dei loro rispettivi giornali e dei loro
successi indiscussi. Ma non farò nemmeno
questo. L’aspetto che voglio sottolineare
riguarda le persone che fanno parte integrante
di questo progetto, che ‘sono’ questo
progetto, nessuno escluso, nemmeno i
pazzi che hanno deciso di renderlo reale.
Nel ringraziare ognuna di quelle persone,
professionisti o semplici neofiti, che hanno
ascoltato la ‘proposta editoriale’ (non dico
linea perché MondoRe@le non ne ha una
e ne vado fiero, ndd) e se ne sono detti
entusiasti, non posso far altro che augurare
ai lettori di trovare nel nostro progetto
qualcosa che li faccia sentire davvero
come parte integrante e protagonista
dello stesso. Metteremo su carta quello
che pensiamo, consapevoli di realizzare
qualcosa di cui andare fieri.
Simone Di Giulio
Tra doxa
e aleteia
A mio modo di
vedere, ma è
solo un'opinione,
non esiste
una verità; esistono
soltanto
interpretazioni
di essa. A
seconda della
prospettiva da
cui si guarda,
una stessa cosa
può apparire
allo stesso
tempo giusta o sbagliata, bene o male,
addirittura bianca o nera, quasi si trattasse
di illusioni ottiche. Ovviamente, avrete già
colto a livello estetico i riferimenti ad un film,
o meglio una trilogia, che è quella di
Matrix, che del resto ha ispirato anche il
nome della rivista che avete tra le mani. I
riferimenti sono dovuti proprio al tentativo di
ricerca dei livelli di realtà quasi volendo
seguire la scia del mito della caverna in
Platone. Mondo Reale si pone infatti di essere
un'opinione da un punto focale differente
da quelli soliti. Quella che proponiamo non
è detto che sia la verità, ma un'interpretazione
di quanto ci succede intorno, tesa
comunque e sempre a costruire qualcosa di
positivo e propositivo. Il tentativo è quello di
aprire il nostro grado di percezione alla
gradazione più ampia possibile, non solo
limitata ai 360 gradi piani, ma anche tenendo
conto delle prospettive tridimensionali.
Mondo Reale è una scommessa per noi, dal
punto di vista creativo e professionale, ma
anche per i lettori, chiamati non solo a una
ricezione passiva della notizia. Suscitare in
ognuno una propria opinione, più che diffonderne
una precisa a mo' di vangelo.
Luca Morazzano
Faremo opinione in modo costruttivo
Quello che mi aspetto da Mondo Reale è che
sia essenzialmente una rivista di opinione. Che
sia un foglio di informazione pubblica di approfondimento
e riflessione. Parto dal nocciolo del
ragionamento perché non amo fare giri di parole.
Non amo nemmeno puntare il dito contro
qualcuno a tutti i costi, per cui il mio impegno
all'interno della neo rivista sarà quello di snocciolare
tutti gli argomenti di attualità senza giudicare
troppo, ma neanche senza essere troppo
accondiscendente verso chi, muovendo i fili delle
nostre Istituzioni, forse potrebbe tentare di
affrontare una questione in più rispetto a chi lo
ha preceduto. Lo scopo della rivista è chiaramente
espresso nel titolo che gli abbiamo voluto dare. Restare a debita distanza
da una questione non fa che allontanarla e renderla irrisolvibile. Occorre dunque
stare con i piedi a terra, vigilando con la lente di ingrandimento e cercando di
essere di aiuto senza intralciare i percorsi per il solo gusto di fare notizia. Il mio
contributo va in questa direzione. Cercherò di sottolineare un evento con spirito
costruttivo, non mi esimerò di suggerire proposte e soluzioni, e perché no influenzare
con criterio l'andamento delle scelte migliori per la nostra amata Sezze.
Nella mia modestissima esperienza di cronista del quotidiano "La Provincia" ho
capito che non sempre si riesce a comunicare ciò che realmente si vuole, ci sono
dei passaggi che per essere capiti vanno "sparati" in prima pagina altrimenti la
problematica potrebbe essere trascurata e poi dimenticata. Ed è la stessa condizione
che ci ha spinti a parlare del fenomeno immigrazione in città in questo
numero zero. Non siamo ancora ad un punto di non ritorno ma ci siamo vicini. E' la
pura constatazione dei fatti. Discorso simile vale per chi intende risolvere una problematica.
Il parallelismo tra giornalista e politico in questo caso è calzante.
Mettere i bastoni tra le ruote però non serve a nessuno e, spero vivamente, che
Mondo Reale non diventi strumento di disinformazione nelle mani di qualcuno.
Dunque partiamo dal basso e da un'attenta valutazione del fenomeno e dei fenomeni
in circolazione. Oggi l'immigrazione e l'ordine pubblico tout court. Domani si
vedrà. Passare dalle parole ai fatti concreti è una operazione che richiede
pazienza, non sempre ci si riesce ma vale la pena tentare. O no?
Alessandro Mattei
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