Sarà un question time pieno
d'insidie per la giunta Campoli,
quello fissato per questa sera alle
18, quando in prima battuta l'assessore
all'Urbanistica ed il sindaco
saranno chiamati a dare una
risposta in ordine all'interrogazione
formulata dal capogruppo
della Pdl Roberto Reginaldi, riguardante
la presunta nullità
«per indeterminatezza dell'oggetto,
della delibera n.34/2007 a
firma del Commissario prefettizio
Leopoldo Falco. Secondo il
consigliere «la cartografia allegata
alla delibera è approssimativa,
generica e niente affatto idonea
alla esatta individuazione
delle proprietà immobiliari interessate
dalla citata deliberazione.
Poiché, secondo Reginaldi,
le proprietà immobiliari interessate
dall'atto non risultano individuate
sotto il profilo catastale
ma solo su base aerofotogrammetrica
- allegata alla delibera di
Giunta comunale n. 598/85 (senza
alcun rapporto di rappresentazione
grafica) e soprattutto senza
una successiva ricognizione urbanistica
sulle trasformazioni
medio tempore intervenute. Reginaldi
fa rilevare come «non
esiste alcun semplice elenco delle
proprietà immobiliari interessate
dal provvedimento comprensivo
dei soggetti aventi titolo
legale» e pertanto, il potere di
controllo e di pianificazione degli
organi preposti sarebbe venuto
meno. In successione, il Consiglio
darà spazio, tra le altre
interrogazioni, a quella presentata
dal consigliere della Pdl, Rinaldo
Ceccano, che interroga il
sindaco anche in qualità di delegato
alla Sanità, sulle sorti dell'ospedale
San Carlo di Sezze, alla
luce della nuova ristrutturazione
prevista dal piano regionale del
presidente Piero Marrazzo. Tra
le questioni trattate gli assessori
Bernabei e Maurizi, saranno
chiamati a dare risposte in ordine
alla gestione del servizio idrico
delegato alla società Dondi spa,
da parte del consigliere dell'Md
Serafino Di Palma. Della questione,
in queste ore, anche a
seguito dell'intervento del consigliere
Titta Giorgi del Pd, presidente
dell'Astral, si sarebbero interessate
finanche le autorità giudiziarie,
al fine di verificare
quale uso ad oggi sia stato fatto
del degradato Lago delle Mole
Muti. Attualmente ridotto in uno
specchio di acqua melmosa e
putrida, coperto da mucillagini e
rifiuti di ogni categoria, ma soprattutto
lasciato in stato di totale
abbandono, nonostante la convenzione
stipulata con la Dondi,
ne prevedesse il recupero e l'utilizzo
ai soli fini idroelettrici. Il
bacino infatti, sottoposto a tutela
dalla Regione Lazio come riserva
idrica e mai menzionato tra le
fonti di approvvigionamento in
uso alla Dondi, avrebbe dovuto
essere trasformato, a spese della
stessa società, in un mini impianto
di produzione elettrica da destinare
alla riduzione delle tariffe
in bolletta e all'approvvigionamento
delle forniture elettriche.
Elisa Fiore (16/09/2008)
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