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"Meritocrazia e trasparenza" per la presidenza Spl
Brandolini (Ds) rivolge a Campoli l'appello

| (Il sindaco Andrea Campoli)
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Sulla tempistica ci quasi siamo. Manca meno di un mese. Ma la discussione dentro il Pd (area Ds) per eleggere il nuovo presidente della Spl è ancora in alto mare. Il sindaco Campoli sa bene che la scelta del nuovo Cda della società che gestisce molti servizi della città potrebbe mandare in tilt la maggioranza perché nel partito - in questo periodo - tutti hanno i nervi tesi come corde di violino. Per la dottoressa Antonia Brandolini, candidata nelle file dei Democratici di sinistra alle scorse elezioni amministrative e forte del consenso ottenuto (220 preferenze) non dovrebbe essere così, perché i patti erano chiari e gli accordi sottoscritti dai candidati elogiavano tre aspetti: rinnovamento, meritocrazia e trasparenza. "Si prospetta complessa la nomina del Presidente della Spl, che spetta all'area politica degli ex Ds i quali sarebbero alle prese con contrasti interni di difficile soluzione. A tal proposito - dice la Brandolini - ritengo che il percorso dovrebbe essere molto fluido se si tenesse esclusivamente conto di fattori politici, elettorali e culturali. Il primo è senza dubbio il più importante e strategico. Il paese circa un anno fa diede fiducia all'attuale sindaco perché incarnava il bisogno di un rinnovamento del sistema politico e della classe dirigente con la speranza che ciò potesse determinare un maggior sviluppo economico, sociale e culturale della comunità. Questo - aggiunge - è avvenuto nella consapevolezza che, se si punta su queste linee strategiche, altri fattori come ad esempio l'esperienza o la saggezza, siano fisiologicamente mancanti ma che possono essere compensati dalla capacità di affrontare le problematiche e le difficoltà amministrative con un approccio innovatore e portatore di cambiamento". Il secondo fattore, invece, è prettamente matematico: le preferenze esprimono anche l'affidabilità del candidato. La Brandolini, quindi, sostiene che esso sia una qualità che debba essere valorizzata tenendo conto dell'aspetto meritocratico e perché no, anche del risultato elettorale raggiunto. "Una serie di elementi mi portano a pensare - chiude - che la scelta del presidente della Spl debba essere effettuata nella coerenza e nel rispetto di questi principi che sono vivi sia nel gruppo consiliare ex-area DS che nel Sindaco, senza snaturare o rinnegare il tragitto politico precedentemente intrapreso, premiato dai cittadini e successivamente fatto proprio dal Pd recentemente costituito". Se le cose stanno così allora la rosa dei papabili per la guida della Spl scenderebbe a due/tre nominativi, basta vedere le preferenze di lista nei Ds e il gioco è fatto.
Alessandro Mattei (09/06/2008)
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