Si terrà questa sera il terzo incontro della serie "Sezze in Movimento" organizzato dalle Comunità cristiane di Sezze, dal U.s. Acli di Santa Lucia e dall'Isiss Pacifici e De Magistris. Il tema della serata è "Progettare il paese, con le associazioni culturali e di volontariato di Sezze". L'incontro si terrà presso l'auditorium comunale San Michele, alle ore 18. Prenderanno parola nel dibattito l'assessore ai servizi sociali della Provincia di Latina, Fabio Bianchi; Simona D'Alessio, responsabile provinciale del servizio civile Cesv Lazio; Jole Giorgetta, dirigente scolastico Isiss di Sezze, e Ignazio Romano, presidente della Consulta della associazioni setine. Mediatore della serata sarà il prof. Luigi Mantuano. Tra le diverse associazioni culturali della città, la "Sic et Simpliciter" insieme a "Terra Setina", "Adem" e "Nova Setia" vogliono dare un loro contributo in occasione dell'incontro di questa sera. Molte sono le domande che Orazio Mercuri pone. Sono quesiti che nascono da una attenta riflessione ma che, purtroppo, sono destinati ad avere poche risposte.
"Un amministratore deve essere un buon manager? Che cosa intendiamo per "uomo politico"? Il clientelismo lo riteniamo ancora valido e di supporto per l'affermazione dei nostri ideali? Cosa intendiamo per evoluzione sociale: più parcheggi, più feste e più sagre, belle vetrine, possibilità di possedere una bella casa, possedere una bella macchina, un bel televisore, poter stare in pantofole la sera...? Chi si propone alla guida della comunità si è mai chiesto e, soprattutto, si è mai risposto da che cosa è mosso: altruismo, senso civico, interesse economico, ambizione ...? Ha mai avuto il coraggio di confrontarsi, serenamente, apertamente, costantemente su cosa lo muoveva a dar vita a questo suo impegno?". Tutte domande alle quali se ne potrebbero aggiungere delle altre - ci dice Orazio Mercuri - ma che portano tutte nell'agone politico nel quale oggi si avverte un "fastidio crescente alla critica". Per Mercuri, infatti, criticare, con il dovuto garbo e il dovuto rispetto, è sintomo di responsabilità e di presenza attiva nell'ambito di una comunità. "Non tutti possono essere sindaci, assessori o consiglieri comunali e, forse, è proprio questo modo poco rispettoso verso chi tenta di esprimere, anche con mille difficoltà, il proprio sentire, che sta creando tanta frustrazione e tanta timidezza che, di converso si traduce in incoscienza e, quindi, in disgregazione". Esiste una soluzione a ciò? Sì, una provocazione: "Forse - suggerisce Mercuri - la città farebbe bene a fermarsi (un anno, due, tre, quelli che servono insomma) per evitare di giungere nuovamente al collasso, chiedendo, se si reputa salutare, un aiuto ad un ente terzo, come del resto sta già accadendo oggi (Sezze oggi è commissariata) per costrizione".
Alessandro Mattei (09/02/2007)
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