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La Storia
Sulla data di nascita del paese non c’è accordo. Fra
le teorie più affascinanti c’è quella che attribuisce
la fondazione ad un signorotto germanico che,
per la posizione strategica della collina, decise di
insediarvisi. In ricordo della città di Mainz, sita nei
pressi di Francoforte di Meno, decise di chiamare il suo
insediamento Maenza. La teoria oggi più accreditata fa
risalire la fondazione del paese ad una ramificazione dei
Volsci. Dunque Maenza, come tanti paesi dell’epoca, era
un villaggio che sorgeva sulle alture le cui abitazioni non
erano nient’altro che capanne ricoperte di paglia e
difese da palizzate. Il paese si trova nel cuore dei Lepini.
Oltre al vantaggio di essere un sito sicuro, il paesaggio
di Maenza è fra i più affascinanti della zona, basti
pensare ai folti boschi di castagno (a basse quote) e di
leccio (a quote più alte). Nel corso della storia Maenza fu
governata da diverse famiglie fra cui i Conti Ceccano, i
Caetani gli Aldobrandini ed infine dai Conti Pecci di
Carpineto, la famiglia di Papa Leone XIII. Va ricordato
che nel settembre 1928 con Regio Decreto il paese fu
annesso al comune di Priverno e solo nel 1947 tornò ad
essere un comune autonomo.
Da visitare
Le origini medievali e la sua struttura urbana
sviluppatasi intorno ad una roccaforte fanno di
Maenza un paese particolarmente interessante.
Fra le principali strutture storico architettoniche
possiamo ricordare il castello, probabilmente
edificato nella prima metà del IX secolo. Il castello ha
una struttura quadrata con ai quattro angoli torri
d’avvistamento. La struttura si sviluppa in altezza, difatti
ha quattro livelli, più un ultimo livello di copertura in
legno. Il primo livello, che per l’epoca sarebbe stato il
più bersagliato dai nemici e per motivi di ovvia stabilità,
presenta mura molto più spesse degli altri tre, mentre
negli ultimi due piani si possono ammirare splendide
decorazioni pittoriche. Il castello è una spettacolare
costruzione tutta in pietra locale. Le sue mura terminano
in una profonda scarpata, mentre all’interno si trova
un’ampia piazza d’armi che testimonia la vocazione dei
maentini per la guerra. Ma il castello non è l’unica
meraviglia del paese, a Maenza si possono ammirare
svariate chiese. Fra le più importanti e più belle c’è
quella di Santa Maria Assunta in Cielo, restaurata nel
1956, che in passato è stata sede Parrocchiale ed
Arcipretale nonché Vicaria Foranea. Si erge sul lato
sinistro del castello e la propria struttura risale a 160
anni fa. La storia narra che nel 1846 i cittadini attraverso
una sottoscrizione e con i soldi del paese costruirono la
chiesa, oggi si presenta ai nostri occhi in stile
neoclassico. Vale la pena vistare anche la chiesa S.
Giacomo (XIII secolo) che è la più antica del paese. Oggi
sono visibili i resti di bellissimi affreschi e dell’arco
romano sul lato destro della chiesa. Infine nella Valle del
Passo della Cona di Selvapiana, lungo la strada che
collega Maenza a Carpineto Romano, si può ammirare il
Ponte dell’ occhio di Bue. Verso la fine della Seconda
Guerra Mondiale durante la ritirata della Wehrmacht
venne fatto saltare per rallentare l’avanzata degli Alleati
che risalivano la penisola e si dirigevano a Roma. La
struttura è stata ricostruita nel 1948 dalla Provincia di
Roma.
Prodotti Tipici
Maenza è il paese delle ciliegie. Se ne possono
trovare diversi tipi: le Prumoteche, le Patrei,
le Praticane, le Pamponie, le Toste, le Cirasa
Noci e i Marascoli. Con gli anni questa
tradizionale coltivazione stava quasi
scomparendo. L’amministrazione comunale di intesa
con un’azienda locale sta rilanciando la produzione con
ottimi risultati. Fino ad una trentina di anni fa le ciliegie
maentine giungevano sino a Roma. I guadagni della
vendita venivano utilizzati per vivere e per acquistare la
dote per le figlie. Con le “perle rosse” si producono delle
ottime marmellate, la più famosa è quella prodotta con
le Marascoli. Vale la pena assaggiare la marmellata di
Prune Zuccherine, una varietà di prugne locali dalle
quali le donne di Maenza ricavano una marmellata
casereccia ottima per crostate o per essere spalmata
sul pane. Gli ultimi pastori rimasti continuano a produrre
ricotta, caciotta, pecorino e caprino. Nei ristoranti locali
è possibile assaggiare queste delizie. I maentini sono
specializzati anche nella coltivazione dell’ulivo. Con oltre
13 mila quintali di raccolto annuo, il piccolo paese dei
monti Lepini è uno dei maggiori produttori del settore
insieme a Sonnino, Priverno e Cori. I frantoi di Maenza
sono tre. Due utilizzano macchianari all’avanguardia,
l’altro invece è rimasto legato alla tradizione.
Piatti Tipici
La tradizione culinaria maentina è molto ricca. Le
pataccie, tagliatella preparata con acqua e
farina, tagliata in due o tre parti, sono tra i piatti
più conosciuti. Sono ottime se mangiate con
fagioli, piselli e pomodori freschi. È possibile
mangiarle in diversi ristorante del luogo. I dolci sono
un’altra specialità maentina. Di forma rotonda, preparati
con farina, uova, zucchero e un po’ d’anice i Giglietti
sono i dolci tipici di Maenza. E’ possibile poi gustare
anche le Ciammelle con l’acqua, la Caciottella, le
Ciammelle co’lo Vino, e la Pizza Dolce.
La Sacra Rappresentazione del Venerdì Santo
Con oltre 400 figuranti la processione di Maenza
è sicuramente una delle più belle e particolari
della zona. I giorni che precedono il Venerdì
Santo, gli attori maentini provano e riprovano. Il
paese quasi si ferma davanti a questo evento. Tutto lo
sforzo viene ripagato il giorno della Passione. La
rappresentazione è molto suggestiva. Sembra di trovarsi
sul set di un film di Hollywood.
La sagra delle ciliege
Nella prima domenica di giugno a Maenza si
svolge la sacra delle ciliegie. Tranne che dal
1963 al 1971, la manifestazione si è svolta
sempre con regolarità. La riuscita della Sacra
è frutto di una organizzazione collaudata nel
tempo: distribuzione di ciliegie offerte dalle famiglie all’
entrata del paese, carri allegorici che sfilano lungo le
vie, banda musicale e concerto finale. Negl’ultimi anni,
per dare un tocco di novità, l’amministrazione ha
ritenuto opportuno aggiungere l’esposizione e la
degustazione di prodotti locali e di piatti tipici.
La festa dei cacciatori
Come tutti i paesi di montagna anche il comune di Maenza
c’è la Festa dei cacciatori. Dura per l’intero mese
di agosto e si tiene a quasi 900 metri d’altezza,
sopra Monte Acuto. E’ qui possibile assaggiare
piatti a base di cinghiale, pappardelle al sugo di
lepre e polenta con la selvaggina, tutto rigorosamente
appena cacciato.
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