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Caro Gabriele,
quando leggerai questa lettera probabilmente la carta stampata sarà solo un vecchio ricordo. Sappi comunque che qualche decennio fa tuo papà (attualmente alla direzione di Repubblica), insieme ai suoi amici Luca (direttore di Tuttosport) e Simone (Corriere della Sera), e ad alcuni altri pazzi scatenati (che attualmente gestiscono l’informazione in Italia), diedero vita a questo progetto. Quando leggerai questa lettera tante cose saranno cambiate nel nostro Paese. Berlusconi e Veltroni avranno continuato a dividersi legislature di governo senza cambiare nulla, Bossi e Calderoli avranno chiesto il federalismo delle felpe Lacoste (troppo bisunte al Sud a causa della pizza), in pensione si andrà a 116 anni (la baby, naturalmente) dopo 118 di contributi versati. Anche a Sezze sarà cambiato tutto. Il contratto con la Dondi sarà scaduto, ma l’amministrazione si sarà trovata talmente bene che lo avrà stipulato per altri 50 anni. L’acqua continuerà a mancare, anche a maggio e ad ottobre, ma in compenso sul territorio saranno presenti ben 6 depuratori. Tutti spenti a causa di
problemi burocratici. Il centro storico sarà stato ripreso con la forza dai sezzesi, con il benestare degli stranieri che, stanchi di non trovare parcheggio e dello smog, se ne staranno al fresco a Suso. Anche il modo di fare politica sarà cambiato quando sarai in grado di leggere questa lettera. A Roccagorga Bevilacqua e a Cisterna Carturan saranno in attesa della nuova legge che permette ad un sindaco di esercitare il suo mandato 6 volte in 20 anni. A Sezze le recenti elezioni avranno sancito l’affermazione di una megalista civica (chiamata “Insieme per una Sezze basata sul riformismo e sulla ricerca ossessiva della poltrona”), formata da ex repubblichini, anarchici, democristiani e socialisti (quelli ci stanno sempre), che alle urne si è affermata con il 13% dei consensi, superando i diretti concorrenti di ben 4 voti. Il bipartitismo a Sezze funzionerà benissimo e alle elezioni si presenteranno solo 29 candidati a sindaco. A sinistra si lotterà ancora tra le varie correnti, mentre a destra si litigherà sulla scelta di quale linea seguire, se quella dello statista La Russa o del premio Nobel Borghezio. Ceccano, Vitelli e D’Arpino prenderanno possesso del simbolo della Fiamma Tricolore, dopo aver fatto il giro ed essere stati alla guida di Lotta Operaia, dell’Udeur, del rinato Partito Monarchico e dell’Italia dei Valori; mentre Reginaldi sarà impegnato in una querela ai danni di Striscia la Notizia perché Ricci gli avrebbe rubato un’inchiesta su un insediamento di cittadini privernati allo scalo di Sezze. Non farci caso, caro Gabriele, sono cose che succedono. L’importante sarà fare come ti hanno insegnato papà Alessandro e mamma Valentina: tenere la testa alta e avere consapevolezza che la libertà non potrà mai togliertela nessuno. Buona vita.
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