Il Comune di Sezze da circa un
anno sta vivendo la seconda
esperienza commissariale della
sua storia amministrativa affidata,
il 21 aprile dello scorso
anno, a Leopoldo Falco. A dieci
mesi e mezzo dal suo insediamento,
nell’imminenza dell’apertura
della campagna elettorale,
stiliamo un primo
bilancio della provvisoria gestione
attraverso il punto di vista
dello stesso commissario
prefettizio.
Che sapore ha questa sua
prima esperienza commissariale?
«Quella che sto vivendo è
un’esperienza molto forte e
coinvolgente, sia sul piano professionale,
sia dal punto di vista
umano. Un’esperienza da cui
sto imparando molto, ma che
mi vede impegnato a dare un
segnale di cambiamento, sia
per quanto concerne la riorganizzazione
della macchina amministrativa,
sia soprattutto,
sulla cultura, settore che avrà
un proprio ed importante spazio
nel bilancio di previsione
dell’ente che ci accingiamo ad
approvare. E’ un investimento
che avrà un rientro certo in un
Comune così popoloso e che
mi auguro verrà condiviso dai
futuri sindaci».
Com’è il suo rapporto con
Sezze?
«Mi reputo fortunato per la
squisita accoglienza che ho
avuto e di cui ringrazio la città,
con la quale sto avendo un
confronto serrato, ampio, a tutto
campo attraverso numerosissimi
incontri».
E con la politica? Ha qualche
sassolino nella scarpa?
«Con i politici ho avuto sempre
un ottimo rapporto, anche
se non sono mancati momenti
di scontro. Credo che il commissario
straordinario non debba
essere un personaggio, ma
qualcuno che dall’esterno vede
meglio le cose. Con garbo e
rispetto deve intervenire per
cercare convergenze sui progetti
importanti per il paese.
Proprio in virtù del confronto
sereno avuto non ritengo di
aver alcun sassolino nella scarpa
».
Che idea ha di Sezze dopo
oltre dieci mesi di giornaliera
frequentazione?
«E’ un paese che ha grandi
risorse, ma che deve avere più
fiducia nei propri mezzi. Un
paese che deve dialogare di più
per superare tante contrapposizioni.
Ma si ha anche la fotografia
di una società su cui
insistono situazioni difficili, alle
quali stiamo tentando di dare
risposte».
Quale ritiene essere la questione
più spinosa con cui ha
dovuto confrontarsi?
«Senza dubbio la Rsa. Una
serie di storie disastrose che
hanno inguaiato Sezze e a cui,
da diciotto anni a questa parte la
politica non ha saputo dare risposte
definitive. Una questione
che resterà aperta anche dopo
il commissariamento».
E quella che le ha attirato
più critiche?
«La riorganizzazione della
macchina amministrativa.
Un’operazione necessaria con
la quale si è cercato di ottimizzare
le risorse esistenti, oltre a
dare giuste risposte alle attese
di chi da troppi anni non vedeva
riconosciute le proprie mansioni
lavorative. Ma, mi preme
ribadirlo, si tratta di un’operazione
che non sarà vincolante
per il futuro sindaco».
In questi ultimi tre mesi cosa
caratterizzerà la sua azione?
«La risoluzione del lodo Dondi
e la realizzazione del nuovo
depuratore sono gli obiettivi
che perseguirò tenacemente.
Ce la metterò tutta per far trovare
la nuovo sindaco queste annose
problematiche risolte»
LA CARRIERA di LEOPOLDO FALCO
Leopoldo Falco, sposato con tre figli, è nato a Napoli
il 31 luglio del 1955. Laureato in giurisprudenza all’Università
di Napoli ha iniziato la sua carriera professionale
nel 1982 presso la Prefettura di Pistoia. Nel 1985 entra a
far parte dell’ufficio Legislativo del Ministero dell’Interno,
dove rimane per diciotto anni. Nel 1998 arriva la nomina
a vice prefetto e dal 2003 assume l’incarico nel campo
dell’Innovazione, nel nuovo ufficio fortemente voluto
d’allora Ministro dell’Interno, Scaiola. Il 21 aprile del
2006, dopo la caduta della giunta Zarra viene nominato
commissario prefettizio del comune di Sezze. Quella nel
comune lepino è la sua prima esperienza commissariale,
che lo sta coinvolgendo fortemente sia dal lato umano, sia
dal punto di vista professionale. Tanto che questa sua
esperienza lo ha portato a presentare al Ministero dell’Interno
un progetto innovativo sul commissariamento dei
comuni che fonda su tre punti cardini: azione a tempo pieno
del commissario, formazione di colui che assumerà l’incarico
commissariale, rigoroso rendiconto dell’attività svolta
sia al paese che al Ministero.
Giovanni Rieti (08/03/2007)
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